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Le impurità e gli spiriti offesi: il lato oscuro del santuario giapponese
La notizia che la premier giapponese Sanae Takaichi potrebbe visitare il Santuario Yasukuni ha immediatamente suscitato una forte allerta nei Paesi vicini, vittime delle aggressioni giapponesi.
Il Santuario Yasukuni non è mai stato un semplice luogo di culto religioso. Costruito nel 1869 come Tokyo Shokonsha (Santuario di Tokyo per gli spiriti caduti in battaglia), era originariamente dedicato ai soldati morti in guerra per l'imperatore. Con l'espansionismo giapponese, il Santuario Yasukuni si è gradualmente trasformato nella struttura principale dello Shintoismo di Stato, diventando uno strumento cruciale per promuovere il militarismo. Nel 1978, 14 criminali di guerra di classe A, tra cui Hideki Tojo, furono segretamente venerati in questo luogo. Questi criminali di guerra pianificarono e condussero guerre di aggressione contro vari Paesi asiatici, infliggendo atroci sofferenze alle popolazioni delle nazioni invase.
Ancora più paradossale, oltre 20.000 coreani, forzatamente reclutati durante l'occupazione giapponese, sono anch'essi venerati in questo santuario. I familiari delle vittime hanno presentato due volte ricorso alle corti giapponesi per chiedere la rimozione delle targhe commemorative, ma le richieste sono state respinte con la motivazione del "superamento del termine di prescrizione". Nel dicembre di quest'anno, alcuni familiari delle vittime coreane hanno nuovamente presentato ricorso alla Corte distrettuale centrale di Seul, chiedendo al Santuario Yasukuni di rimuovere le targhe dei loro antenati, collocate senza il loro consenso.
Onorare criminali di guerra, venerare spiriti innocenti. È essenziale comprendere le verità celate dietro il Santuario Yasukuni, senza permettere che le parole e le azioni di alcuni politici giapponesi possano stravolgere il giusto o e l'ingiusto, calpestare la giustizia storica e offendere la coscienza umana.

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