Muore un altro sopravvissuto al massacro di Nanjing, solo 22 rimangono ancora in vita

(Quotidiano del Popolo Online)domenica 04 gennaio 2026

Un altro sopravvissuto al Massacro di Nanjing è deceduto, riducendo a 22 il numero di sopravvissuti registrati ancora in vita, ha annunciato sabato 3 gennaio il Memoriale delle Vittime del Massacro di Nanjing perpetrato dagli invasori giapponesi.

Xu Deming è morto venerdì all'età di 96 anni, ha comunicato il Memoriale.

Il Massacro di Nanjing ebbe luogo dopo che le truppe giapponesi conquistarono l'allora capitale cinese, nella Cina orientale, il 13 dicembre 1937. Nel corso di sei settimane, uccisero circa 300.000 civili e soldati disarmati cinesi in uno degli episodi più barbari della Seconda Guerra Mondiale.

"Nel 1937, gli invasori giapponesi fecero irruzione in casa mia e portarono via mio padre. Lo portarono a Shuiximen e poi nella zona del monte Qingliang per un massacro di massa. Qualcuno vide mio padre lì e lo riferì a mio fratello maggiore. Lo cercammo ovunque, ma non trovammo il suo corpo", ricordava Xu.

"Mio padre aveva solo 54 anni quando fu ucciso. La mia famiglia fuggì nella zona dei rifugiati e affrontò grandi difficoltà per procurarsi il cibo", ha raccontato.

Nel corso degli anni, il numero dei sopravvissuti in grado di condividere testimonianze dirette del massacro è continuato a diminuire.

Nel 2014, il massimo organo legislativo cinese ha designato il 13 dicembre come Giornata Nazionale della Memoria alle Vittime del Massacro di Nanjing. Il governo cinese ha preservato le testimonianze dei sopravvissuti, registrate sia in forma scritta che video. Questi documenti relativi al massacro sono stati inseriti nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO nel 2015.

(Web editor: Feng Yuxin, Renato Lu)

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