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Attacco in Venezuela dimostra chi sta realmente minando il diritto internazionale

Petroliera nel lago di Maracaibo, nello stato di Zulia, in Venezuela. (23 dicembre 2025 - Str/Xinhua)
L'incursione militare statunitense in Venezuela e l'azione contro il suo Presidente, Nicolás Maduro, come annunciato dall'amministrazione statunitense, rivelano ancora una volta la dipendenza di Washington dall'uso unilaterale della forza per influenzare gli eventi al di fuori dei propri confini.
Questa aggressione svuota di significato decenni di retorica statunitense che presentava l'America come garante delle norme internazionali. Ignorando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Washington ha agito ancora una volta in diretta opposizione ai principi del diritto internazionale.
L'articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite, principio fondamentale del diritto internazionale, proibisce esplicitamente l'uso o la minaccia della forza contro la sovranità e l'integrità territoriale degli Stati. Pertanto, l'azione contro il leader di una nazione sovrana ha mostrato al mondo, in modo inequivocabile, chi sia il vero trasgressore del diritto internazionale.
La storia offre numerosi precedenti. Dall'Iraq alla Libia, da Panama a Grenada, gli Stati Uniti hanno ripetutamente usato o minacciato l'uso della forza con giustificazioni dubbie, spesso lasciando dietro di sé una prolungata instabilità. Il Venezuela, da tempo soggetto a sanzioni e pressioni politiche, si aggiunge ora a questa lista, con la diplomazia ancora una volta messa da parte a favore della coercizione militare.

Vista della Casa Bianca a Washington, D.C., Stati Uniti. (4 agosto 2022 - Xinhua/Liu Jie)
Il fatto che questa aggressione si sia verificata in America Latina la rende particolarmente grave. La regione ha una lunga storia di interventi statunitensi e la logica che li sottende non è mai veramente scomparsa.
Come ha osservato la CNN in un'analisi, "Nel profondo di questa azione si celano le più ampie ambizioni di Washington per un maggiore controllo della sua sfera di influenza, per quella che è stata definita una versione aggiornata della Dottrina Monroe".
La dottrina non viene più proclamata apertamente, ma la sua essenza rimane intatta: l'emisfero occidentale è ancora considerato la sfera d'influenza esclusiva di Washington.
Con le sue ripetute azioni, Washington si è rivelata una delle minacce più serie all'ordine internazionale che afferma di difendere.
Per il resto del mondo, esprimersi in modo inequivocabile a difesa della sovranità e del multilateralismo non è più un'opzione, ma una necessità. È fondamentale per impedire un ritorno a un mondo in cui il potere, e non il diritto, decide il destino delle nazioni.
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