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La Cina continentale condanna la proposta dei legislatori del DPP di revisionare le normative di Taiwan relative ai rapporti attraverso lo Stretto
Un portavoce della Cina continentale ha avvertito domenica 4 gennaio che non sarà mai consentito ai secessionisti di separare Taiwan dalla Cina, con qualsiasi nome o con qualsiasi mezzo.
Chen Binhua, portavoce dell'Ufficio per gli Affari di Taiwan del Consiglio di Stato, ha risposto così a una domanda dei media in merito a una proposta di alcuni legislatori del Partito Democratico Progressista (DPP) di Taiwan di modificare le normative dell'isola relative ai rapporti attraverso lo Stretto di Taiwan.
La proposta ignora l'opinione pubblica prevalente a Taiwan e il benessere del popolo taiwanese, sfida apertamente il fatto storico e giuridico che Taiwan fa parte della Cina e tenta di alterare lo status quo secondo cui esiste una sola Cina al mondo e sia la Cina continentale che Taiwan appartengono a un'unica Cina, ha affermato Chen.
Secondo i media taiwanesi, la proposta mira a ridefinire le relazioni attraverso lo Stretto come quelle tra "Taiwan e la Repubblica Popolare Cinese" e a eliminare la dicitura "prima della riunificazione nazionale" dalle normative vigenti.
"Questo è un palese tentativo di ottenere l'indipendenza de jure di Taiwan, una deliberata escalation delle tensioni nello Stretto e un grave sabotaggio della pace e della stabilità nella regione", ha dichiarato Chen, aggiungendo che ciò smaschera completamente Lai Ching-te e il DPP come "autentici sabotatori della pace, creatori di crisi e istigatori di guerra".
La Cina continentale ha piena fiducia e sufficienti capacità per stroncare qualsiasi forma di piano secessionista, ha affermato.
Ha avvertito che se i secessionisti oseranno intraprendere azioni sconsiderate e superare la linea rossa, la Cina continentale adotterà misure risolutive in conformità con la Legge anti-secessione.
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