Capire la Cina | Programma e obiettivi del 15° Piano Quinquennale

(Quotidiano del Popolo Online)mercoledì 07 gennaio 2026

La formulazione scientifica e la continua attuazione dei piani quinquennali cinesi rappresentano uno strumento fondamentale attraverso il quale il Partito Comunista Cinese governa il Paese, nonché un'importante opportunità per la comunità internazionale di comprendere meglio il percorso di modernizzazione della Cina.

Il nuovo programma del Quotidiano del Popolo Online "Capire la Cina", incentrato sul 15° Piano Quinquennale (2026-2030), analizza la pianificazione dello sviluppo della Cina, le opportunità che ne derivano e l'approccio alla governance, con l'obiettivo di chiarire i malintesi e promuovere la comprensione e il riconoscimento reciproci.

In questo episodio di "Capire la Cina", il professor Gong Jiong dell'Università di Economia e Commercio Internazionale dialoga con John Quelch, vice rettore esecutivo della Duke Kunshan University e vincitore del Premio Shanghai Magnolia d'Argento 2012.

Insieme, hanno offerto un'analisi approfondita della direzione di sviluppo della Cina e dei suoi principali obiettivi per i prossimi cinque anni. Affrontando le preoccupazioni esterne relative al rapido sviluppo della Cina, entrambi gli studiosi hanno spiegato la strategia cinese di concentrarsi sulla gestione efficace dei propri affari interni, condividendo al contempo le opportunità di sviluppo con i Paesi di tutto il mondo. Hanno evidenziato inoltre le possibili vie per una coesistenza e una collaborazione costruttiva tra Cina e Stati Uniti.

"Il processo di pianificazione in Cina è sempre stato estremamente importante per il successo del Paese", ha osservato Quelch. Ha sottolineato che i piani comunicano chiaramente al mondo l'agenda e gli obiettivi di sviluppo della Cina, riflettendo un elevato grado di trasparenza e apertura nel percorso di sviluppo del Paese.

In risposta alle narrazioni internazionali che suggeriscono che "la Cina si stia chiudendo in se stessa", Gong ha commentato: "Siamo il più grande esportatore al mondo. Come potrebbe il più grande esportatore al mondo non essere aperto? Non possiamo permetterci di non esserlo".

Quelch ha aggiunto che il passaggio della Cina a un modello economico basato sulla domanda interna non rappresenta un allontanamento dalla globalizzazione verso l'isolamento. Si tratta piuttosto di una "strategia parallela": pur stimolando i consumi e ampliando la domanda interna, la Cina continua a incoraggiare gli investimenti all'estero, a sostenere le imprese nell'espansione internazionale e ad approfondire la cooperazione internazionale.

Gong ha inoltre sottolineato che la questione della presunta "sovraccapacità" produttiva cinese dovrebbe essere valutata in ultima analisi dal mercato globale. Prendendo ad esempio il settore automobilistico, ha affermato che "l'Europa non può semplicemente chiudere il mercato e bloccare le importazioni per proteggere la propria industria".

Quelch ha dichiarato: "La collaborazione è assolutamente fondamentale per il successo. Quella che potrebbe sembrare una sovraccapacità interna nel settore dei veicoli elettrici è in realtà una capacità adeguata per i mercati globali. Quindi, in un certo senso, la 'sovraccapacità' cinese è un dono per il mondo".

Affrontando la questione della competizione tra Cina e Stati Uniti, Quelch ha sottolineato che "gli Stati Uniti devono essere più fiduciosi nella propria capacità di competere con la Cina senza dover ricorrere a barriere tariffarie e controlli sulle esportazioni. Allo stesso tempo, la Cina, visti i risultati raggiunti, dovrebbe essere più fiduciosa nella propria capacità di competere con gli Stati Uniti aprendo ulteriormente il mercato interno".

Gong si è detto d'accordo e ha invitato entrambi i Paesi a rafforzare il dialogo, ridurre i pregiudizi e creare congiuntamente maggiori opportunità per la cooperazione e lo sviluppo economico globale. "Spero che si tratti di una competizione equa, leale e pacifica", ha concluso.

(Web editor: Feng Yuxin, Renato Lu)

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