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Groenlandia, cresce l'interesse degli USA. Funzionario europeo: "La NATO rischia di finire"
Il 13 gennaio, ora locale, la premier danese, Mette Frederiksen, e il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, hanno svolto una conferenza stampa congiunta. In risposta alle dichiarazioni del presidente Trump, "Otterremo la Groenlandia al 100%", hanno replicato con fermezza: la Groenlandia non è in vendita e non accetterà nessuna forma di controllo da parte degli Stati Uniti.
Frederiksen ha sottolineato che Danimarca e Groenlandia stanno affrontando "una situazione difficilissima e senza precedenti" e che subire "pressioni inaccettabili" da parte del "più stretto alleato storico" non è facile. Entrambe le parti respingono categoricamente qualsiasi tentativo di acquisizione o controllo esterno, posizione condivisa anche dagli alleati dell'Europa settentrionale e di altri Paesi europei.
Contemporaneamente, l'Alta Rappresentante dell'Unione Europea Kaja Kallas e il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius hanno diffuso una dichiarazione congiunta, sottolineando che la Groenlandia gode della protezione europea. Kallas ha precisato che, seppur alleati, i rapporti con gli Stati Uniti "non sono più così solidi come un tempo".
Il 12 gennaio, il Commissario UE Andrius Kubilius ha dichiarato, in occasione di una conferenza sulle politiche di sicurezza, che un intervento militare statunitense in Groenlandia sarebbe un "colpo fatale" per la NATO e per i legami transatlantici, scatenando "una reazione europea estremamente critica".
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