Controllo delle esportazioni di beni a duplice uso imposto dalla Cina al Giappone pienamente legittimo, ragionevole e conforme alla legge

(Quotidiano del Popolo Online)venerdì 16 gennaio 2026

La decisione della Cina di rafforzare i controlli sulle esportazioni di beni a duplice uso verso il Giappone è pienamente legittima, ragionevole e conforme alla legge, ha dichiarato giovedì 15 gennaio una portavoce del Ministero del Commercio.

Durante una regolare conferenza stampa, He Yongqian, portavoce del Ministero, ha risposto alle recenti dichiarazioni della Prima Ministra giapponese Sanae Takaichi, la quale ha affermato che il rafforzamento dei controlli sulle esportazioni di beni a duplice uso da parte della Cina sarebbe diretto esclusivamente contro il Giappone e non in linea con le pratiche internazionali.

"Le misure adottate dalla Cina nei confronti del Giappone derivano dalle dichiarazioni e dalle azioni errate di Takaichi, un fatto di cui la parte giapponese è ben consapevole", ha osservato He.

Il controllo delle esportazioni è una pratica internazionale ampiamente accettata, ha affermato He, sottolineando che la salvaguardia della pace mondiale e l'adempimento degli obblighi internazionali in materia di non proliferazione ne costituiscono lo scopo e i principi fondamentali. In quanto grande Paese responsabile, la Cina ha sempre adempiuto attivamente ai propri obblighi di non proliferazione, ha aggiunto la portavoce.

In conformità con le leggi e i regolamenti vigenti, la Cina ha annunciato il divieto di esportazione di tutti i beni a duplice uso destinati a utenti militari giapponesi, all'uso militare da parte del Giappone e a qualsiasi altro utente finale o scopo finale che possa contribuire a rafforzare le capacità militari del Giappone, ha dichiarato la portavoce, aggiungendo che tale misura mira a contrastare i tentativi del Giappone di "rimilitarizzazione" e di acquisizione di armi nucleari ed è del tutto legittima, ragionevole e conforme alla legge.

La portavoce ha affermato che la parte giapponese, invece di affrontare le cause profonde del problema, ha inventato accuse di presunta "coercizione economica" da parte della Cina, che ha definito una completa distorsione dei fatti e una retorica infondata.

La portavoce ha avvertito che tali dichiarazioni e azioni sono ancora più preoccupanti in quanto sollevano timori di una rinascita del militarismo.

"La Cina esorta ancora una volta il Giappone a fare un serio esame di coscienza, a correggere i propri errori e a evitare di perseverare su una strada sbagliata", ha concluso la portavoce.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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