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Le pratiche unilaterali degli Stati Uniti minano le fondamenta della prosperità globale

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump (a sinistra) interviene alla riunione annuale del World Economic Forum di Davos, in Svizzera. (21 gennaio 2026 - Xinhua/Lian Yi)
Al World Economic Forum di Davos del 2026, gli Stati Uniti hanno nuovamente propinato la menzogna secondo cui "quando l'America prospera, prospera il mondo intero".
Questa affermazione si basa su un presupposto errato: che l'espansione economica statunitense si traduca automaticamente in crescita globale. In realtà, l'esperienza recente suggerisce il contrario. Quando la crescita di un Paese viene perseguita attraverso protezionismo, misure commerciali coercitive e pressioni unilaterali, l'effetto a cascata per il resto del mondo non è la prosperità condivisa, bensì una maggiore incertezza e rischi crescenti.
Che la crescita statunitense avvantaggi il mondo dipende dalle scelte compiute: apertura o esclusione, cooperazione o coercizione, rispetto delle regole internazionali o azioni unilaterali.
Gli Stati Uniti hanno fatto sempre più ricorso ai dazi come principale strumento economico e comodo strumento di coercizione. Tali misure vengono spesso imposte improvvisamente e utilizzate in modo improprio, come arma di guerra commerciale, generando incertezza e volatilità nell'economia globale e minando la prevedibilità su cui si basa il commercio internazionale.
Le ripercussioni sono a livello mondiale. Barriere commerciali più elevate indeboliscono le prospettive di crescita non solo per i partner commerciali, ma per l'economia mondiale nel suo complesso. Le filiere di approvvigionamento vengono danneggiate, l'aumento dei costi si ripercuote oltre i confini e le decisioni di investimento vengono ritardate o ridimensionate. Le economie più piccole e vulnerabili sopportano una quota sproporzionata dell'onere, mentre le pressioni inflazionarie globali vengono amplificate.

Una donna partecipa a una protesta a New York, negli Stati Uniti. (20 gennaio 2026 - Xinhua/Zhang Fengguo)
Al di là delle questioni commerciali, il comportamento unilaterale degli Stati Uniti ha ulteriormente compromesso la stabilità internazionale. La recente incursione militare statunitense in Venezuela, la minaccia di ricorso alla forza contro l'Iran e l'ambizione di acquisire la Groenlandia hanno acuito le tensioni geopolitiche e sollevato preoccupazioni circa l'erosione delle norme internazionali. Tali approcci privilegiano i vantaggi unilaterali rispetto ai benefici multilaterali, introducendo incertezza in un'economia globale già fragile.
Lo sviluppo economico non può prosperare in un clima di instabilità. I mercati necessitano di fiducia, poiché la crescita dipende da un contesto internazionale prevedibile. Quando la più grande economia del mondo predilige tattiche di pressione, si assiste a una maggiore frammentazione e sfiducia, anziché a sicurezza ed efficienza.
In un mondo già turbato dal crescente protezionismo, la strada verso una prosperità duratura passa ancora attraverso mercati aperti, multilateralismo e cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Il libero scambio rimane la via più praticabile per lo sviluppo comune e la prosperità condivisa.
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