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Le imprese cinesi aumenteranno gli investimenti nell'UE nonostante gli ostacoli normativi
Le aziende cinesi operanti in Europa nei settori emergenti prevedono di intensificare gli investimenti nei prossimi tre anni, nonostante la crescente pressione normativa, secondo un rapporto pubblicato martedì 24 marzo.
Il rapporto, pubblicato congiuntamente in Lussemburgo dalla Camera di Commercio Cinese presso l'UE, dalla sede centrale di Shanghai del China Economic Information Service e dall'ufficio regionale europeo dell'agenzia stampa Xinhua, si basa su un sondaggio e su interviste condotte presso circa 100 aziende cinesi presenti in Europa. Il documento esorta inoltre l'Unione Europea (UE) a garantire un contesto imprenditoriale più stabile e prevedibile.
Quasi l'80% degli intervistati ha dichiarato di voler espandere i propri investimenti all'interno del blocco nei prossimi tre anni, sottolineando l'importanza dell'Europa nelle proprie strategie globali, sebbene le aziende si trovino ad affrontare controlli comunitari sempre più rigorosi in ambiti quali i sussidi, la gestione dei dati e la sicurezza nazionale.
Secondo il rapporto, le imprese cinesi considerano l'Europa una destinazione di primaria importanza, in virtù della complementarità strategica tra le due parti e delle opportunità generate dalla transizione globale verso i settori dell'economia verde e digitale.
Secondo il rapporto, le aziende cinesi in Europa stanno portando avanti una strategia all'insegna del motto "In Europa, per l'Europa", creando posti di lavoro a livello locale, introducendo nuove tecnologie e integrandosi più profondamente nelle filiere di approvvigionamento regionali, in particolare in settori quali i veicoli elettrici e l'energia pulita.
Il documento evidenzia inoltre come, negli ultimi anni, gli investimenti cinesi in Europa si siano notevolmente diversificati, estendendosi a 18 diversi settori; le aziende individuano ampi margini per un'ulteriore cooperazione in ambiti che includono le energie rinnovabili, la manifattura avanzata, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e l'economia digitale.
La Cina e l'UE rimangono reciprocamente i secondi maggiori partner commerciali. Secondo i dati doganali cinesi, nel 2025 l'interscambio commerciale tra la Cina e l'UE ha raggiunto i 5.930 miliardi di yuan (circa 860 miliardi di dollari), registrando un incremento del 6% rispetto all'anno precedente e rappresentando il 13% del commercio estero complessivo della Cina.
Al contempo, sempre secondo il rapporto, l'incertezza politica all'interno dell'UE è divenuta la principale fonte di preoccupazione per molte imprese cinesi, superando in rilevanza altre sfide quali le differenze culturali, i rischi geopolitici e le barriere all'accesso al mercato.
Oltre la metà degli intervistati ha indicato l'incertezza relativa alle politiche dell'UE come la principale preoccupazione, mentre quasi tre quarti hanno affermato che la stabilità e la prevedibilità delle politiche sono i miglioramenti che desiderano maggiormente.
Il rapporto ha evidenziato che le preoccupazioni sono particolarmente accentuate in settori come le nuove energie, le tecnologie dell'informazione e la sanità, dove le aziende temono che i cambiamenti politici possano rimodellare il panorama competitivo.
Il rapporto ha inoltre affermato che le imprese auspicano progressi in materia di politica fiscale, barriere non tariffarie e accesso al mercato, e alcune sperano che l'UE riavvii il processo di ratifica dell'Accordo globale sugli investimenti tra Cina e UE.
Il rapporto ha descritto i legami economici tra Cina e UE come fondamentalmente complementari e reciprocamente vantaggiosi, sostenendo che le due parti potrebbero non solo ampliare la cooperazione nei rispettivi mercati, ma anche collaborare nei mercati di Paesi terzi.
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