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La Cina esorta vivamente la parte giapponese ad assicurare che le giovani generazioni comprendano la verità storica
Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha dichiarato il 25 marzo che la Cina esorta con fermezza il Giappone ad affrontare con onestà e a fare un esame di coscienza sulla propria storia di aggressione, a tracciare un netto confine con il militarismo, ad assicurare che le giovani generazioni giapponesi comprendano la verità storica e a gestire le questioni storiche in modo appropriato e con un atteggiamento responsabile, al fine di evitare di perdere ulteriormente la fiducia dei suoi vicini asiatici e della comunità internazionale.
Il 24 marzo il Ministero dell'Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia del Giappone ha approvato i libri di testo per le scuole superiori che saranno adottati a partire dall'anno accademico 2027; alcuni di tali testi utilizzano formulazioni che asseriscono l'assenza di "alcuna coercizione" in merito alla questione delle "donne di conforto" — donne costrette alla schiavitù sessuale dalle forze armate giapponesi — e del lavoro forzato, ribadendo al contempo la rivendicazione secondo cui le Isole Diaoyu costituirebbero un "territorio intrinseco" del Giappone.
Durante una regolare conferenza stampa, Lin Jian ha sottolineato che ricorrere a giochi di parole nel processo di revisione dei libri di testo per oscurare i fatti storici, minimizzando e eludendo in tal modo la responsabilità storica, costituisce una tattica abituale impiegata dalla parte giapponese per negare e distorcere la propria storia di aggressione. La parte cinese esprime forte insoddisfazione e ferma opposizione a tale condotta, e ha presentato solenni rimostranze alla parte giapponese.
Lin Jian ha affermato che, nell'era postbellica, il Giappone non è riuscito a operare una netta rottura con il proprio passato militarista; ancora oggi, il Santuario Yasukuni continua a venerare 14 criminali di guerra di Classe A. Il reclutamento forzato delle "donne di conforto" e il lavoro forzato costituiscono gravi crimini contro l'umanità, commessi dal militarismo giapponese durante il suo periodo di aggressione ed espansione estera. Si tratta di un fatto storico universalmente riconosciuto — supportato da prove inconfutabili — che non può essere alterato.
"Le isole Diaoyu e gli isolotti a esse associati costituiscono parte integrante del territorio cinese fin dai tempi antichi e la Cina ne detiene una sovranità indiscutibile. Qualsiasi iniziativa intraprenda la parte giapponese in merito ai libri di testo, essa non potrà alterare il fatto che le isole Diaoyu appartengono alla Cina. Qualsiasi parola o azione volta a minare la sovranità territoriale della Cina è vana", ha affermato.
Lin Jian ha dichiarato che la Cina ha preso atto delle solenni rimostranze e delle ferme proteste della Repubblica di Corea in merito alla questione dei libri di testo giapponesi, nello specifico ai contenuti concernenti Dokdo e le "donne di conforto". Tale reazione riflette il fatto che le azioni delle forze di estrema destra giapponesi, in particolare la loro distorsione della storia e il loro tentativo di fuorviare la comprensione storica dell'opinione pubblica nipponica, hanno suscitato profonda vigilanza e forte indignazione all'interno della comunità internazionale, inclusi i vicini asiatici del Giappone.
"Esortiamo vivamente la parte giapponese ad affrontare con franchezza e a fare un esame di coscienza sulla propria storia di aggressione, a tracciare un netto confine con il militarismo, ad assicurare che le giovani generazioni del Giappone comprendano la verità storica e a gestire le questioni storiche in modo appropriato e responsabile, al fine di evitare di erodere ulteriormente la fiducia tra i suoi vicini asiatici e la comunità internazionale", ha dichiarato Lin Jian.
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