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Settore dei servizi italiano affronta costi in aumento sullo sfondo delle tensioni in Medio Oriente
Il settore dei servizi in Italia si trova ad affrontare significativi aumenti dei costi dovuti all'impatto del conflitto in corso in Medio Oriente sui mercati energetici globali, ha avvertito lunedì 30 marzo Confcommercio, la più grande associazione imprenditoriale italiana. Le imprese dei settori del commercio al dettaglio e dei servizi potrebbero veder aumentare le proprie bollette elettriche di almeno l'8,5 per cento nel mese di marzo.
Nello scenario peggiore, le piccole e medie imprese potrebbero subire un incremento dei costi dell'energia elettrica fino al 13,9 per cento a marzo, rispetto alla media del bimestre gennaio-febbraio, ha precisato l'associazione.
Si prevede inoltre un'impennata dei prezzi del gas, con aumenti stimati che spaziano dal 30 per cento, nello scenario di riferimento, fino a toccare il 43,5 per cento nel caso peggiore, secondo quanto riferito dall'associazione.
Confcommercio ha sollecitato l'adozione di misure più incisive per contenere la volatilità dei prezzi dell'energia, esortando il Governo ad attuare integralmente le disposizioni delineate in un recente decreto energetico e ad adottare ulteriori provvedimenti urgenti per alleviare il carico sulle imprese.
"La priorità è sostenere le micro e piccole imprese, accelerando l'aggregazione della domanda e semplificando gli investimenti nell'efficienza energetica, al fine di ridurre strutturalmente l'esposizione agli aumenti dei prezzi", ha dichiarato l'associazione.
A metà marzo, le autorità italiane hanno introdotto una riduzione temporanea delle accise sui carburanti, nell'ambito di un pacchetto più ampio volto a sostenere le imprese e le famiglie. Tali misure includono anche sussidi mirati per le famiglie in condizioni di vulnerabilità e iniziative per la riduzione dei costi a favore delle aziende.
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