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Iran avverte gli Stati Uniti contro una possibile offensiva terrestre
Negli ultimi giorni, alti esponenti iraniani hanno lanciato duri moniti contro una possibile offensiva terrestre statunitense.
Il 31 marzo, Ali Akbar Velayati, consigliere per la politica estera della Guida Suprema, ha scritto sui social media che qualsiasi tentativo di invasione da parte dei nemici in territorio iraniano incontrerebbe una "sconfitta storica".
Già il 30 marzo, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, aveva denunciato sui social le minacce straniere nei confronti dell'Iran, definendo un "grave errore" la diffusione di "desideri spacciati per notizie" a fini propagandistici.
Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno progressivamente aumentato la presenza militare in Medio Oriente: secondo fonti statunitensi del 29 marzo, i soldati schierati nella regione hanno superato le 50.000 unità. Nello stesso giorno, Donald Trump ha dichiarato di voler "assumere il controllo" del petrolio iraniano, senza escludere la possibilità di un'occupazione dell'isola di Kharg, snodo strategico per le esportazioni petrolifere di Teheran.
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