Domande e Risposte sull'Economia Cinese 3 | Il "motore del commercio estero" della Cina sta cedendo?

(Quotidiano del Popolo Online)mercoledì 01 aprile 2026

Nota della Redazione:

Attualmente, l'economia cinese sta procedendo con passo fermo lungo il percorso di uno sviluppo di alta qualità, sebbene il contesto interno e internazionale si stia facendo sempre più complesso. Alcuni media occidentali, a causa di incomprensioni o pregiudizi, hanno ripetutamente messo in discussione o addirittura travisato lo sviluppo economico della Cina. Di conseguenza, il Global Times ha inaugurato la rubrica "Domande e Risposte sull'Economia Cinese", dedicata alla pubblicazione di articoli d'opinione volti a presentare i fatti e a fare chiarezza sulle percezioni.

Recentemente, alcune voci dell'opinione pubblica occidentale hanno interpretato ancora una volta l'economia cinese attraverso la lente del "determinismo delle esportazioni". Tali voci sostengono che le incertezze derivanti dalle politiche tariffarie statunitensi e le ripercussioni globali innescate dal propagarsi dei conflitti in Medio Oriente ridurranno direttamente lo spazio di manovra per le esportazioni cinesi. Su queste basi, prevedono che l'economia della Cina subirà un brusco rallentamento a causa di un "motore delle esportazioni in affievolimento", arrivando persino a interpretare l'aggiustamento dell'obiettivo di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) cinese – fissato in un intervallo compreso tra il 4,5% e il 5% – come un segnale dell'insostenibilità del suo "vecchio modello di crescita". Tali giudizi non riescono a cogliere né la logica fondamentale della performance economica cinese, né la reale direzione della trasformazione in atto nel suo slancio di crescita.

Il cosiddetto "determinismo delle esportazioni" scaturisce principalmente da una visione ormai obsoleta della Cina, ancora percepita come un mero "produttore a basso costo". In quanto uno dei "tre pilastri" che trainano la crescita economica, il commercio estero ha indubbiamente svolto un ruolo insostituibile nel stabilizzare l'economia, espandere l'occupazione e accrescere la competitività internazionale. Tuttavia, in concomitanza con la trasformazione e il potenziamento economico della Cina, la domanda interna è divenuta un pilastro dello sviluppo significativamente più solido. La dipendenza della Cina dal commercio estero è scesa dal 59,2% nel 2008 al 32,7% nel 2025. La spesa per consumi finali rappresenta il 52% del PIL, mentre la domanda interna contribuisce per il 63,7% alla crescita economica cinese.

In questo contesto, la crescita delle esportazioni cinesi è sempre più sostenuta dalla tecnologia, dal branding, dall'integrazione di sistema e dalle capacità di supporto lungo la filiera industriale, piuttosto che da processi di lavorazione a basso valore aggiunto e dalla mera competizione sui prezzi. L'attuale prosperità delle esportazioni cinesi riflette la crescente forza complessiva delle industrie nazionali: un effetto di ricaduta, sulla scena globale, del processo di riqualificazione industriale, di accumulazione tecnologica e di sviluppo del mercato interno. In altre parole, le esportazioni cinesi e l'economia nel suo complesso intrattengono un rapporto di reciproco rafforzamento, anziché rappresentare un semplice caso in cui "sono le esportazioni a determinare la crescita".

I veicoli a nuova energia (NEV) ne costituiscono l'esempio più emblematico. Nel 2025, le vendite di autoveicoli in Cina hanno raggiunto quota 34,4 milioni di unità, di cui 16,49 milioni rappresentati da NEV; questi ultimi hanno assorbito il 47,9% del totale delle vendite di nuovi veicoli. Il tasso di penetrazione delle autovetture NEV di produzione nazionale si attesta al 53,9%. Facendo leva su queste solide fondamenta, nel 2025 le esportazioni totali di veicoli della Cina hanno raggiunto quota 7,098 milioni di unità, registrando un incremento del 21,1% su base annua; all'interno di tale volume, le esportazioni di NEV hanno toccato i 2,615 milioni di unità, con un'impennata del 103,7% rispetto all'anno precedente. Ciò dimostra che la competitività globale delle automobili cinesi — e in particolare dei NEV — non è stata inizialmente "alimentata" dai mercati esteri. Al contrario, essa è stata forgiata attraverso l'iterazione tecnologica, l'espansione su scala, l'ottimizzazione dei costi e la validazione in contesti d'uso reali all'interno dell'immenso mercato interno cinese, prima di proiettarsi sulla scena globale a un ritmo accelerato. Pertanto, è stato lo sviluppo interno della Cina a plasmare i prodotti destinati all'esportazione e non viceversa.

Grazie ai miglioramenti qualitativi, a un mercato interno di dimensioni colossali, a un sistema industriale completo e ad accordi commerciali diversificati, il commercio estero della Cina ha ripetutamente superato le pressioni esterne, mantenendo una crescita costante. All'inizio del 2025, Washington ha introdotto "dazi reciproci", perturbando gravemente l'ordine economico internazionale. Nonostante il contesto esterno complesso e cupo, le esportazioni cinesi non sono "crollate" come alcuni avevano previsto. Al contrario, si sono stabilizzate prima di riprendere slancio, registrando infine una crescita su base annua del 6,1%, con il valore totale annuo delle importazioni ed esportazioni che ha toccato un nuovo massimo storico. Nei primi due mesi di quest'anno, la crescita delle importazioni ed esportazioni di merci della Cina è tornata a doppie cifre, attestandosi al 18,3% su base annua; le esportazioni, in particolare, hanno registrato un'impennata superiore alle aspettative, raggiungendo il 19,2% e segnando così un "forte avvio" per il primo anno del 15° Piano Quinquennale (2026-2030).

Nel 2026, permangono numerosi fattori destabilizzanti e imprevedibili nel contesto esterno e la pressione per stabilizzare il commercio estero persiste. Tuttavia, l'economia cinese poggia su fondamenta solide e vanta molteplici vantaggi, una forte resilienza e un grande potenziale; le condizioni alla base del suo trend positivo di lungo periodo rimangono immutate. Nel 2025, le esportazioni cinesi hanno evidenziato chiare tendenze verso una maggiore qualità e l'espansione in nuovi settori: le esportazioni di prodotti ad alta tecnologia hanno raggiunto i 5.250 miliardi di yuan (752,6 miliardi di dollari), con un aumento del 13,2% su base annua; le esportazioni delle "nuove tre categorie" — veicoli elettrici, batterie agli ioni di litio e celle solari — sono cresciute del 27,1%; le esportazioni di prodotti ecologici, come le turbine eoliche, sono aumentate del 48,7%; infine, le esportazioni di marchi nazionali cinesi sono cresciute del 12,9%. Ciò significa che il commercio estero della Cina manterrà la propria stabilità in futuro e continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nell'economia nazionale.

Per valutare l'economia cinese, non bisogna guardare soltanto ai porti e agli ordini, ma anche ai centri commerciali, ai consumi, agli investimenti, all'occupazione e alle aspettative; non solo alla dimensione del commercio estero, ma anche agli investimenti nell'innovazione, all'ammodernamento industriale e all'offerta istituzionale. Interpretare erroneamente e distorcere la logica operativa di un'economia di dimensioni colossali, riducendola alla narrazione lineare e semplicistica secondo cui "quando le esportazioni prosperano, l'economia prospera; quando le esportazioni si indeboliscono, l'economia si indebolisce", costituisce di per sé una delle ragioni principali per cui alcuni media stranieri formulano ripetutamente giudizi inesatti.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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