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Scienziati identificano la Cina centrale come nuovo hotspot globale di biodiversità
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| Paesaggio autunnale del Parco Nazionale di Shennongjia, nella provincia dello Hubei, nella Cina centrale. (27 ottobre 2019 - Xinhua/Du Huaju) |
Un team di ricercatori ha proposto che una vasta area della Cina centrale venga riconosciuta come un nuovo hotspot globale di biodiversità. Tale designazione servirebbe a mettere in luce la sua straordinaria flora e le urgenti necessità di conservazione.
Lo studio, condotto da ricercatori dell'Istituto di Botanica dell'Accademia Cinese delle Scienze (IBCAS) in collaborazione con scienziati provenienti da Australia e Gran Bretagna, è stato pubblicato martedì 31 marzo sulla rivista Nature Ecology & Evolution.
Gli hotspot globali di biodiversità sono tradizionalmente definiti da due rigorosi criteri: devono ospitare almeno 1.500 specie di piante vascolari che non si trovano in nessun altro luogo e devono aver perso almeno il 70 per cento della loro vegetazione naturale originaria. Attualmente, 36 regioni in tutto il mondo soddisfano tali condizioni.
I ricercatori hanno identificato la Cina centrale come una regione di eccezionale importanza. Con un'estensione di circa 1,54 milioni di chilometri quadrati, quest'area ospita oltre 14.000 specie di piante vascolari e sostiene inoltre una vasta varietà di insetti e vertebrati. Pur conservando solo il 7 per cento circa della sua vegetazione originaria, essa accoglie almeno 2.024 specie vegetali endemiche, un numero ben superiore alla soglia richiesta per ottenere lo status di hotspot.
I ricercatori hanno spiegato che le foreste subtropicali sempreverdi a latifoglie della Cina centrale costituiscono un mix unico di antiche piante relitte, un tempo ampiamente diffuse ma oggi sopravvissute solo in poche località, e di gruppi di specie più recenti, evolutesi rapidamente in tempi geologici recenti. Questa combinazione rende la regione insostituibile in termini di storia evolutiva.
Sulla base di tali scoperte, il team di ricerca ha formalmente proposto che la Cina centrale venga designata come il 37° hotspot globale di biodiversità al mondo. Qualora venisse riconosciuta, essa diventerebbe il quinto hotspot di questo tipo in Cina, affiancandosi a regioni quali le catene montuose della Cina sud-occidentale e l'Himalaya.
"Auspichiamo che tale designazione contribuisca a rafforzare gli sforzi di conservazione, a orientare la futura pianificazione delle aree protette e ad attrarre un maggiore sostegno internazionale per la tutela del patrimonio naturale unico e minacciato di questa regione", ha dichiarato Lu Limin, professore presso l'IBCAS.
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