Dieci Paesi e l'UE condannano fermamente gli attacchi contro le forze di pace dell'UNIFIL

(Quotidiano del Popolo Online)giovedì 02 aprile 2026

I ministri degli esteri di Belgio, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito, insieme all'Alto Rappresentante dell'Unione Europea, hanno condannato fermamente, in una dichiarazione congiunta rilasciata martedì 31 marzo, i recenti attacchi contro i contingenti della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL).

I recenti attacchi contro l'UNIFIL, che hanno causato la morte di tre caschi blu dell'ONU in Libano, "hanno provocato vittime inaccettabili tra le forze di pace negli ultimi giorni", afferma la dichiarazione, aggiungendo: "Esortiamo tutte le parti, in ogni circostanza, a garantire la sicurezza e l'incolumità del personale e delle strutture dell'UNIFIL, in conformità con il diritto internazionale".

La dichiarazione ha espresso un forte sostegno al mandato dell'UNIFIL nel Libano meridionale e ha sollecitato l'adozione di misure volte a garantire che i canali di prevenzione del conflitto rimangano aperti.

Il documento ha inoltre invocato la protezione della popolazione civile, del personale umanitario, delle forze di pace e delle infrastrutture civili, inclusi aeroporti, porti e ponti in tutto il Paese, in linea con il diritto internazionale umanitario.

"Esortiamo Israele a evitare un'ulteriore estensione del conflitto, anche attraverso un'operazione di terra in territorio libanese. Riaffermiamo con forza che l'integrità territoriale del Libano deve essere rispettata", ha aggiunto.

Lungo il confine tra Libano e Israele, gli scontri transfrontalieri tra l'esercito israeliano e Hezbollah si sono intensificati a partire dal 2 marzo. All'inizio di questa settimana, tre caschi blu indonesiani sono rimasti uccisi in due distinti episodi nel Libano meridionale, dove Israele sta intensificando i raid aerei e le operazioni militari di terra.

Martedì, il Presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che Israele si è rifiutato di rispondere agli appelli libanesi, arabi e internazionali volti a sospendere le operazioni militari e ad avviare negoziati.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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