Le tensioni in Medio Oriente spingono al rialzo i prezzi dell'energia in Europa

(Quotidiano del Popolo Online)venerdì 03 aprile 2026

Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i prezzi dell'energia in Europa nelle prime fasi delle contrattazioni di giovedì 2 aprile, mentre le preoccupazioni del mercato in merito a potenziali interruzioni delle forniture si intensificavano a seguito delle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla situazione in Iran.

I futures sul greggio Brent sono saliti di oltre il 7 per cento, riportandosi al di sopra dei 100 dollari USA al barile e avvicinandosi alla soglia dei 110 dollari. Il greggio di riferimento statunitense, il West Texas Intermediate (WTI), ha guadagnato oltre l'8 per cento, superando i 100 dollari e attestandosi al di sopra dei 108 dollari al barile.

Nel frattempo, gli asset rifugio hanno mostrato un andamento contrastato. Le quotazioni internazionali dell'oro sono scese di oltre il 3 per cento, attestandosi intorno ai 4.530 dollari l'oncia e interrompendo una serie positiva durata quattro giorni.

Secondo gli analisti di mercato, Trump, in un raro discorso in prima serata, non ha fornito alcuna tempistica chiara per la conclusione del conflitto, avvertendo inoltre che le operazioni militari potrebbero intensificarsi nel corso delle prossime due o tre settimane. Tali dichiarazioni hanno smorzato le aspettative di una de-escalation nel breve termine e hanno spinto al rialzo i premi per il rischio geopolitico. L'Iran, dal canto suo, ha smentito di essere alla ricerca di un cessate il fuoco, ribadendo che lo Stretto di Hormuz rimane sotto il suo controllo.

Anche i prezzi del gas naturale in Europa hanno registrato una ripresa. I futures di riferimento sul Dutch TTF sono saliti a 49,6 euro per megawattora, recuperando terreno dopo aver toccato i minimi da oltre tre settimane. Sebbene le temperature più miti e l'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili abbiano contribuito ad attenuare la domanda, le incertezze sul fronte dell'offerta, alimentate dalle tensioni geopolitiche, hanno continuato a sostenere livelli di prezzo elevati.

Le preoccupazioni per la sicurezza energetica dell'Europa sono riemerse. I livelli di stoccaggio del gas nella regione si attestano attualmente intorno al 28 per cento, evidenziando vulnerabilità in un contesto di crescente competizione con l'Asia per le forniture di gas naturale liquefatto. I funzionari dell'Unione Europea hanno esortato gli Stati membri a prepararsi a interruzioni prolungate e stanno valutando la reintroduzione delle misure di emergenza adottate durante la crisi energetica del 2022.

Gli analisti avvertono che, qualora le tensioni in Medio Oriente dovessero persistere, la volatilità dei prezzi dell'energia potrebbe intensificarsi ulteriormente, ripercuotendosi sull'inflazione, sui costi industriali e sulle bollette energetiche delle famiglie, e ponendo così ulteriori sfide alla ripresa economica dell'Europa.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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