Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non riesce ad adottare il progetto di risoluzione sullo Stretto di Hormuz

(Quotidiano del Popolo Online)mercoledì 08 aprile 2026
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non riesce ad adottare il progetto di risoluzione sullo Stretto di Hormuz
Rappresentanti votano su un progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU riguardante lo Stretto di Hormuz, presso la sede delle Nazioni Unite a New York. (7 aprile 2026 - Xinhua/Xie E)

Martedì 7 aprile il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito ad adottare una bozza di risoluzione che "incoraggiava fortemente" gli Stati interessati all'utilizzo delle rotte marittime commerciali nello Stretto di Hormuz a coordinare gli sforzi di natura difensiva per contribuire a garantire la sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, anche attraverso la scorta di navi mercantili e commerciali.

Undici membri del Consiglio di Sicurezza hanno votato a favore della bozza di risoluzione, Cina e Russia hanno votato contro, mentre Colombia e Pakistan si sono astenuti.

La bozza di risoluzione era stata proposta dal Bahrein in coordinamento con gli altri membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, nonché con la Giordania.

Nella sua spiegazione del voto, il rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite, Fu Cong, ha affermato che la bozza di risoluzione non coglie le cause profonde e il quadro completo del conflitto in modo esaustivo ed equilibrato.

"Il Consiglio di Sicurezza non dovrebbe affrettarsi a votare su un progetto di risoluzione quando i membri hanno sollevato serie preoccupazioni", ha affermato Fu.

Ha espresso la speranza che la pace e la stabilità vengano ripristinate, ribadendo l'impegno della Cina ad affrontare la situazione in modo appropriato, agendo sulle sue cause profonde.

"Questa guerra non avrebbe mai dovuto scoppiare", ha detto Fu, esortando gli Stati Uniti e Israele a porre fine alle loro "azioni militari illegali".

"In un momento in cui gli Stati Uniti minacciano apertamente la stessa sopravvivenza di una civiltà, e in cui è altamente probabile che le attuali ostilità imposte all'Iran subiscano un'ulteriore escalation, il progetto di risoluzione, qualora adottato, avrebbe inviato un messaggio estremamente sbagliato, comportando conseguenze gravissime", ha dichiarato Fu.

Vassily Nebenzia, Rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, ha osservato che il progetto di risoluzione presentava le azioni dell'Iran come l'unica fonte delle tensioni regionali, mentre gli attacchi illegali condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran "non venivano affatto menzionati".

Facendo notare che il progetto di risoluzione "abbonda di elementi sbilanciati, inesatti e conflittuali", ha affermato che esso costituisce un "approccio fondamentalmente erroneo e pericoloso" alla situazione nella regione, e che le sue implicazioni sono "chiare per noi".

Il Rappresentante permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha dichiarato che il progetto mira "a punire la vittima per aver difeso la propria sovranità e i propri interessi nazionali vitali nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, fornendo al contempo copertura politica e legale per ulteriori atti illeciti da parte degli aggressori".

"In sostanza, si tratta di un progetto degli Stati Uniti", ha aggiunto, esprimendo apprezzamento a Cina e Russia per la loro azione responsabile nell'esercitare il diritto di veto, nonché a Pakistan e Colombia per essersi astenuti e aver riconosciuto le gravi implicazioni del testo, il quale avrebbe normalizzato l'uso della forza basandosi su accuse vaghe e infondate.

L'Iran ha risposto alla brutale guerra adottando misure proporzionate volte a impedire il transito di navi associate agli aggressori; le navi non ostili, ha affermato, saranno libere di esercitare il proprio diritto di passaggio.

(Web editor: Feng Yuxin, Renato Lu)

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