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Scienziati installano un cuore a idrogeno nei droni per risolvere la sfida dell'autonomia
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| Un drone alimentato a idrogeno a Dalian, nella provincia del Liaoning, Cina nord-orientale. (10 maggio 2026 - Xinhua/Song Wei) |
Lo stack a raffreddamento ad aria e a catodo chiuso ad alta potenza specifica, sviluppato dal Dalian Institute of Chemical Physics (DICP) dell'Accademia Cinese delle Scienze, ha superato la valutazione dei risultati scientifico-tecnologici.
Soprannominato il "cuore a idrogeno" per i droni di livello industriale, il nuovo stack combina un design leggero, un'elevata potenza in uscita e una tecnologia di raffreddamento ad aria, ed è in grado di raddoppiare l'autonomia di volo dei droni di classe industriale.
Con la rapida crescita dell'economia a bassa quota, problematiche quali la limitata autonomia di volo delle tradizionali batterie al litio e il peso elevato degli attuali sistemi a celle a combustibile stanno emergendo come vincoli principali che ostacolano il progresso dell'industria dei droni.
Un drone alimentato a idrogeno ed equipaggiato con questo nuovo stack ha completato con successo un volo di prova domenica a Dalian, nella provincia del Liaoning, Cina nord-orientale, dimostrando prestazioni eccellenti in termini di indicatori chiave. Lo stack a raffreddamento ad aria ha raggiunto una potenza specifica pari a ben 1.970 watt per chilogrammo e una densità di potenza areale di 1,15 watt per centimetro quadrato.
Questo "cuore a idrogeno" ha compiuto il passaggio dallo sviluppo in laboratorio all'applicazione su larga scala, ha affermato Chen Zhongwei, responsabile tecnico del progetto e direttore del Laboratorio Statale Chiave di Catalisi presso il DICP.
La tecnologia è già stata impiegata in diversi ambiti, tra cui la silvicoltura, l'agricoltura, l'ispezione delle reti elettriche e le missioni di risposta alle emergenze.
people.cn © People's Daily Online




