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Presidente di Cuba: cosiddette «accuse» USA hanno ragioni motivazioni politiche e mettono sempre più in luce loro frustrazione
Il 20 maggio, il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha dichiarato sui social media che le cosiddette «accuse» contro il leader della rivoluzione cubana Raúl Castro, annunciate lo stesso giorno dal governo statunitense, sono motivate esclusivamente da ragioni motivazioni politiche e mettono ulteriormente in luce l'arroganza e il senso di frustrazione della parte americana. Díaz-Canel ha sottolineato che si tratta di un'azione politica, priva di qualsiasi fondamento giuridico, volta esclusivamente ad arricchire il dossier da loro inventato, alla ricerca di un pretesto per il loro assurdo tentativo di lanciare un'aggressione militare contro Cuba.
Lo stesso giorno, il 20, il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha confutato sui social media le dichiarazioni del Segretario di Stato americano, Marco Rubio, relative a Cuba. Rodríguez Parrilla ha affermato che le dichiarazioni di Rubio tentano di attribuire al governo cubano la responsabilità dei danni causati dal governo statunitense al popolo cubano. Riferendosi al cosiddetto "aiuto" di 100 milioni di dollari offerto dagli Stati Uniti a Cuba, Rodríguez ha dichiarato che Cuba non ha rifiutato tale aiuto, ma che, di fronte agli effetti devastanti causati dall'embargo e dal blocco energetico, la loro ipocrisia è evidente a chiunque.
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