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Gli Stati Uniti dovrebbero garantire i legittimi diritti e interessi dei giornalisti cinesi negli Stati Uniti
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La Cina si oppone fermamente alla mossa degli Stati Uniti di attuare, in nome della cosiddetta "reciprocità", una repressione politica nei confronti dei giornalisti dell'agenzia di stampa Xinhua che operano legalmente negli Stati Uniti, ha dichiarato lunedì 1 giugno Lin Jian, portavoce del Ministero degli Esteri cinese.
Lin ha rilasciato tali dichiarazioni nel corso di una regolare conferenza stampa, rispondendo a una domanda in merito all'affermazione del New York Times secondo cui una sua giornalista sarebbe stata espulsa dalla Cina.
"Durante il periodo in cui la giornalista era di stanza in Cina, si è resa protagonista di condotte volte a indurre le persone a rilasciare interviste a loro insaputa, violando così il 'Regolamento della Repubblica Popolare Cinese sulla copertura giornalistica da parte degli uffici permanenti delle organizzazioni mediatiche straniere e dei giornalisti stranieri'. Di conseguenza, il suo permesso di soggiorno è stato revocato, in ottemperanza alle leggi e ai regolamenti vigenti", ha affermato Lin.
Il New York Times ha offerto una piattaforma alle autorità di Taiwan per diffondere retoriche separatiste a sostegno dell'"indipendenza di Taiwan", definendo in modo palese la regione cinese di Taiwan un Paese. Ciò costituisce una grave violazione del principio di una sola Cina e dei tre comunicati congiunti sino-statunitensi, inviando al contempo un segnale profondamente errato alle forze separatiste che propugnano l'"indipendenza di Taiwan". La Cina si oppone fermamente a tutto ciò, ha affermato Lin.
"Il New York Times dovrebbe porre rimedio ai propri errori, anziché persistere sulla strada sbagliata", ha osservato Lin.
I fatti e il merito della questione relativa ai media tra Cina e Stati Uniti sono chiari. La causa profonda risiede nel fatto che la parte statunitense fomenta unilateralmente tensioni e politicizza le questioni attinenti ai media, ha aggiunto Lin.
La Cina offre da sempre agevolazioni ai giornalisti stranieri che svolgono attività di reportage e risiedono nel Paese. Negli ultimi anni, la Cina ha dimostrato flessibilità e concesso agevolazioni sui visti a un buon numero di giornalisti statunitensi giunti nel Paese per svolgere attività giornalistica; al contrario, le richieste di giornalisti cinesi volte a operare negli Stati Uniti sono state approvate solo di rado, ha affermato il portavoce.
"La parte statunitense dovrebbe attuare seriamente l'intesa raggiunta con la Cina in merito alle questioni relative ai media e intraprendere azioni concrete per garantire i legittimi diritti e interessi dei giornalisti cinesi che lavorano e risiedono negli Stati Uniti", ha concluso Lin.
people.cn © People's Daily Online




