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USA e Iran raggiungono un accordo, lo Stretto di Hormuz riaprirà
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| Campidoglio degli Stati Uniti a Washington, D.C. (7 giugno 2026 - Xinhua/Li Rui) |
Il Presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato domenica 14 giugno che l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran "è ormai concluso" e che lo Stretto di Hormuz riaprirà in seguito alla firma dell'intesa, prevista per venerdì.
"L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ormai concluso", ha scritto Trump su Truth Social. "Autorizzo pienamente l'apertura a transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti".
"Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!", ha affermato Trump.
In un altro post, pubblicato pochi minuti dopo, ha precisato che lo stretto riaprirà al momento della firma dell'accordo, venerdì.
"Con l'apertura dello Stretto in seguito alla firma dell'accordo di venerdì, e una volta completata la rimozione delle mine, il petrolio tornerà a fluire da entrambe le estremità, a beneficio della regione e del mondo intero!", ha dichiarato Trump.
Poco prima del post di Trump sull'accordo, il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato su X che la cerimonia ufficiale di firma è prevista per il 19 giugno in Svizzera.
L'accordo verrebbe firmato elettronicamente da lui oppure di persona dal Vicepresidente JD Vance, ha dichiarato Trump al Wall Street Journal in un'intervista rilasciata qualche ora prima.
Domenica sera, Vance ha riferito a Fox News di voler partecipare alla cerimonia ufficiale di firma, pur non escludendo la presenza dello stesso Trump.
"Stiamo ancora definendo gli aspetti logistici relativi a chi presenzierà alla cerimonia", ha affermato Vance. "Ho certamente intenzione di esserci, ma è possibile che vi partecipi il Presidente in persona".
Trump dovrebbe partecipare al vertice annuale del G7 in Francia.
L'accordo prevederebbe l'impegno dell'Iran a non dotarsi di armi nucleari e l'immediata riapertura dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato Trump al Wall Street Journal.
Ha inoltre affermato di non avvertire alcuna urgenza di rimuovere il materiale nucleare dall'Iran, sostenendo che "non c'è fretta".
"Ci occuperemo del materiale nucleare in un secondo momento, quando saremo pronti a intervenire. Direi nel corso del prossimo mese o due; non c'è fretta", ha detto.
Sono previste rigorose ispezioni nucleari a carico dell'Iran, ha affermato Trump, senza tuttavia specificare le modalità con cui verrebbero effettuate.
In base all'accordo, l'Iran non riceverebbe denaro contante, ma le sanzioni potrebbero potenzialmente essere revocate, ha aggiunto Trump.
"Vedremo come si comporteranno", ha detto.
Trump ha inoltre sostenuto che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu fosse favorevole all'accordo.
L'emittente di Stato iraniana IRIB TV, citando il Vice Ministro degli Esteri per gli Affari Legali e Internazionali Kazem Gharibabadi, ha riferito che l'avvio di un periodo di 60 giorni di negoziati tra Iran e Stati Uniti, incentrati sul programma nucleare iraniano e sulla revoca delle sanzioni, dipenderà dall'adempimento da parte statunitense degli impegni preliminari, che saranno verificati da Teheran nel periodo compreso tra oggi e la cerimonia della firma.
Il Segretario Generale dell'ONU, António Guterres, accoglie con favore l'accordo e auspica che le parti sappiano sfruttare questo nuovo slancio, raddoppiando gli sforzi per giungere a una risoluzione definitiva del conflitto, ha dichiarato domenica il suo portavoce.
Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato massicci attacchi contro l'Iran, uccidendo l'allora Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e scatenando un conflitto regionale che ha ridefinito il panorama della sicurezza in Medio Oriente. Da allora, il conflitto ha causato migliaia di vittime e ha destabilizzato i mercati energetici globali.
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