Al corrente | Riscoprire la Cina: la risposta della modernizzazione in stile cinese

(Quotidiano del Popolo Online)giovedì 18 giugno 2026

Se si chiedesse a un americano medio perché la Cina sia riuscita a costruire la più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo mentre il progetto della California è rimasto bloccato per oltre un decennio, forse non saprebbe dare una risposta. Tuttavia, il politologo Francis Fukuyama potrebbe rispondere che la Cina offre un'alternativa alla democrazia occidentale. Dallo sconcerto dei comuni cittadini alle riflessioni degli studiosi, in Occidente sta emergendo una nuova prospettiva di comprensione: un approccio che si potrebbe definire di "riscoperta della Cina".

Negli ultimi anni, tali riflessioni si sono fatte sempre più frequenti. Francis Fukuyama ha ammesso che la sua tesi sulla Fine della storia potrebbe essere errata; gli opinionisti del Financial Times esprimono preoccupazione per una "crisi del capitalismo democratico"; e testate come The New York Times, The Guardian e The Economist sfornano continue analisi su "paralisi della governance", "frammentazione sociale" e "decadenza della società". Per contro, in un mondo segnato da turbolenze e sconvolgimenti, lo sviluppo della Cina e le soluzioni da essa proposte offrono una rara sensazione di certezza. Se i comuni cittadini occidentali stanno scoprendo la Cina autentica attraverso trend dei social media come "China Travel" e "Chinamaxxing", le élite intellettuali occidentali, di cui Fukuyama è l'emblema, sono costrette ad aprire gli occhi sulla realtà, confrontandosi al contempo con il doloroso fallimento delle proprie teorie.

Se studiosi del calibro di Fukuyama desiderano comprendere davvero la Cina, possono trarre utili spunti osservando la storia della modernizzazione in stile cinese.

La modernizzazione in stile cinese è incentrata sulle persone anziché sul capitale. Lo sviluppo di una democrazia popolare in tutte le sue fasi è un requisito essenziale della modernizzazione in stile cinese. Un modello incentrato sul capitale tende a ridurre la democrazia a costose elezioni che si tengono ogni pochi anni e a limitare i diritti umani al diritto di voto e di parola. Al contrario, la democrazia cinese, incentrata sulle persone, è una "democrazia popolare in tutte le sue fasi" radicata in ogni passo della governance. La vera misura della sua qualità risiede nella capacità di risolvere concretamente le questioni e le preoccupazioni più sentite dalla popolazione. Se l'Occidente desidera superare la propria crisi di percezione, deve abbandonare l'abitudine di misurare gli altri secondo i propri parametri e cercare invece, con umiltà, di comprendere i punti di forza altrui.

Ad esempio, grazie al trend "China Travel", gli occidentali possono ammirare le splendide città e le strade ordinate della Cina. Ma si sono mai chiesti come il Paese abbia raggiunto questo risultato?

Nel distretto Baoshan di Shanghai, c'era una strada dal manto stradale disseminato di buche che ostacolava gli spostamenti quotidiani dei residenti. Nel corso di una giornata dedicata agli incontri tra i deputati dell'Assemblea Popolare e i cittadini nel 2025, i rappresentanti delle istituzioni municipali e distrettuali hanno ascoltato le preoccupazioni della popolazione. Come è stato risolto il problema? Invece di perdersi in interminabili dispute durante le riunioni, i deputati hanno prontamente effettuato un sopralluogo, ascoltato le lamentele dei residenti, formulato proposte, coordinato gli interventi con gli uffici competenti e compiuto visite settimanali in loco per monitorare l'avanzamento dei lavori; oggi, la strada è stata completamente trasformata. In Cina, che si tratti di questioni legate alle comunità locali o di temi di rilevanza nazionale, la democrazia non si riduce mai a gesti di facciata o a operazioni di marketing politico; al contrario, si fonda sull'ascolto autentico dell'opinione pubblica e sul miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

La concezione dei diritti umani sostenuta dalla Cina privilegia la risposta alle esigenze di sopravvivenza più urgenti della stragrande maggioranza della popolazione; per le famiglie che faticano a pagare bollette, affitto e beni di prima necessità, disporre di cibo e vestiario a sufficienza e vivere in condizioni di stabilità e serenità rappresentano i diritti umani fondamentali, con i diritti alla sussistenza e allo sviluppo che si configurano come diritti umani primari ed essenziali. Tale filosofia ha trovato una conferma significativa nello straordinario risultato di aver sottratto alla povertà oltre 800 milioni di persone e di aver creato la più vasta classe media al mondo. Nel 2025, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione intitolata "Contributo dello sviluppo al godimento di tutti i diritti umani", promossa dalla Cina; ciò segna la convergenza della visione cinese, che promuove i diritti umani attraverso lo sviluppo, verso un ampio consenso all'interno della comunità internazionale.

Perché la Cina attribuisce così tanta importanza al benessere della popolazione e ai diritti umani? La risposta è profondamente radicata nel DNA della civiltà cinese. Nel corso di cinque millenni, questa civiltà ha costantemente sostenuto il principio secondo cui "il popolo è il fondamento dello Stato" come principio guida del governo, considerando l'ideale di "un mondo condiviso da tutti" come una nobile aspirazione. È proprio questo impegno profondamente radicato verso il popolo, unito al senso di responsabilità per il bene comune, a spingere la Cina a dare naturalmente priorità al benessere dei propri cittadini e a perseguire la prosperità condivisa. Inoltre, nel definire il proprio percorso, la Cina ha dimostrato il coraggio di attingere ai punti di forza della civiltà umana pur rimanendo ancorata alla propria realtà nazionale e cercando soluzioni attraverso azioni concrete, tracciando così una via di modernizzazione solida e duratura. Interpretare la Cina al di fuori di questo contesto di civiltà porta inevitabilmente a un fondamentale fraintendimento; è proprio questa la ragione profonda per cui osservatori come Francis Fukuyama non sono riusciti, per lungo tempo, a comprendere appieno o a cogliere l'essenza della Cina.

La "svolta cognitiva" di Fukuyama non dovrebbe limitarsi alla semplice ammissione di "essersi forse sbagliato"; dovrebbe piuttosto abbandonare la prospettiva della centralità occidentale per scoprire una Cina autentica e straordinaria. Mentre il mondo resta intrappolato nella narrazione dicotomica "democrazia contro autoritarismo", la Cina sta costruendo con costanza un nuovo paradigma di modernizzazione, offrendo una "risposta cinese" concreta e preziosa mentre l'umanità esplora percorsi diversi verso un futuro migliore.

(L'autore è professore associato presso il Dipartimento di insegnamento e ricerca sulla teoria marxista dell'Istituto Centrale del Socialismo e ricercatore incaricato presso il Centro di ricerca sullo sviluppo economico e sociale marxista dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali.)

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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