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Giappone, emerge un rapporto su esperimenti umani dell'esercito nipponico durante la guerra d'aggressione contro la Cina
Secondo quanto riportato il 20 giugno dall'agenzia di stampa giapponese Kyodo News, un rapporto presentato in una conferenza medica dell'Esercito giapponese nel marzo del 1940 rivela che, nel corso della guerra d'aggressione contro la Cina, le truppe nipponiche condussero ripetutamente esperimenti in territorio cinese iniettando sangue animale in esseri umani.
Il documento riferisce che gli esperimenti risalgono all'autunno del 1938, in una località il cui nome è stato volutamente omesso. Le cavie erano 23 persone dall'identità sconosciuta. Secondo il rapporto, gli sperimentatori iniettarono sangue o siero animale a una parte dei soggetti; nello specifico, i test includevano massicce trasfusioni di sangue di cavallo su persone in condizioni critiche a seguito di gravi emorragie e iniezioni di sangue di gallina per poterne osservare i tempi di permanenza. Il documento evidenzia inoltre che, in seguito alle trasfusioni, i soggetti manifestavano sintomi come febbri alte e altre gravi reazioni.
La Kyodo News sottolinea come tali pratiche rappresentino una palese violazione dell'etica medica. Il documento è stato rinvenuto in una rivista accademica pubblicata dal Corpo Medico dell'Esercito Imperiale Giapponese, nonostante i tentativi delle autorità militari nipponiche di distruggere le prove relative alla sperimentazione sugli esseri umani dopo la sconfitta del Paese nella Seconda Guerra Mondiale.
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