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Respinte le accuse di lavoro forzato nello Xinjiang
Mercoledì 24 giugno, Chen Ruifeng, Ministro della Commissione Statale per gli Affari Etnici, ha dichiarato che nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang non esiste assolutamente alcuna cosiddetta "migrazione forzata" o "lavoro forzato", come sostenuto da alcune organizzazioni e media occidentali.
Chen ha sottolineato che la Costituzione cinese e le leggi pertinenti vietano ogni forma di lavoro forzato. La Legge sulla promozione dell'unità e del progresso etnico, approvata il 12 marzo ed effettiva dal 1° luglio, definisce ulteriormente misure quali la tutela dei diritti e l'assistenza legale per i lavoratori che si spostano tra diverse regioni, garantendo i diritti e gli interessi legittimi dei lavoratori di tutte le etnie.
Chen ha affermato che tutti i residenti dello Xinjiang che cercano un impiego al di fuori della regione lo fanno volontariamente, spinti dal desiderio personale di migliorare la vita delle loro famiglie e accrescere le proprie competenze. Ha inoltre definito tali accuse "estremamente assurde e ridicole".
Ha aggiunto che i trasferimenti di manodopera dallo Xinjiang rispettano la volontà delle persone di tutti i gruppi etnici, puntando ad aumentare le opportunità di impiego e a migliorare i redditi, e sono interamente incentrati su risultati pratici e vantaggiosi per la popolazione della regione.
Negli ultimi cinque anni, lo Xinjiang ha dato priorità all'occupazione, creando oltre 2,39 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane grazie a diverse misure. Inoltre, i lavoratori agricoli hanno effettuato 16,1 milioni di spostamenti per lavoro al di fuori delle loro località d'origine. Il reddito disponibile pro capite dei residenti urbani e rurali è cresciuto, nell'ultimo quinquennio, a un tasso medio annuo rispettivamente del 5,3% e dell'8,1%.
Attraverso l'istituzione di un sistema equo di politiche occupazionali e di meccanismi per la tutela dei diritti dei lavoratori, lo Xinjiang ha salvaguardato i diritti legali dei lavoratori e garantito che tutte le persone in grado di lavorare possano trovare un impiego. Questo approccio massimizza la tutela dell'occupazione volontaria e di un lavoro dignitoso per le persone di tutti i gruppi etnici, ha affermato Chen.
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