Una sinologa italiana e una direttrice d'orchestra cinese portano la Pimpa in Cina

(Quotidiano del Popolo Online)martedì 30 giugno 2026

La sinologa italiana Sabrina Ardizzoni (a sinistra) e la direttrice d'orchestra cinese Zheng Xiaoying posano con il libro per bambini Pimpa vola in Cina. (Foto fornita a China Daily)

La sinologa italiana Sabrina Ardizzoni (a sinistra) e la direttrice d'orchestra cinese Zheng Xiaoying posano con il libro per bambini Pimpa vola in Cina. (Foto fornita a China Daily)

Quando la sinologa italiana Sabrina Ardizzoni incontrò per la prima volta la direttrice d'orchestra cinese Zheng Xiaoying, non avrebbe mai immaginato che quell'incontro avrebbe ridefinito il suo percorso accademico, né che sarebbe diventato il fondamento emotivo e concettuale della sua concezione di scambio interculturale.

Nata nel 1929, Zheng è la prima donna cinese ad aver diretto opere liriche e composizioni sinfoniche. Ardizzoni la descrive come "una donna di straordinaria vitalità", capace di portare il peso di decenni di storia con naturale eleganza, pur conservando la curiosità sconfinata di chi non smette mai di imparare. Tuttavia, ciò che più colpì Ardizzoni andava ben oltre l'imponente presenza scenica di Zheng: la sua missione artistica si irradiava ben oltre l'ambito musicale, coinvolgendo l'intera società.

La prestigiosa carriera artistica di Zheng, sviluppatasi nell'arco di decenni, è stata recentemente inclusa nell'Enciclopedia delle Donne, un archivio biografico online che documenta le figure femminili pionieristiche di ogni epoca, disciplina e parte del mondo. Ardizzoni ha redatto la voce ufficiale dedicata a Zheng, segnando un ulteriore, importante riconoscimento per le artiste cinesi sulla scena globale.

"Per lei, la musica non è mai stata un semplice mezzo per il successo personale", afferma Ardizzoni. "Rappresentava una vocazione culturale e sociale".

Tale missione emerge chiaramente nell'opera pionieristica di Zheng volta a far conoscere l'opera lirica occidentale al pubblico cinese. Invece di considerare l'opera come un prodotto d'importazione straniero, ne ha reinterpretato la forma artistica per le comunità locali, presentandola come un linguaggio artistico universale capace di evolversi oltre i confini culturali.

Cresciuta a Verona, città intrisa di tradizione operistica, Ardizzoni afferma che l'incontro con Zheng è stato un momento di svolta.

"Mi ha aperto gli occhi sul fatto che i confini che percepiamo come immutabili possono sempre essere valicati, i confini tra culture, tra tradizioni, tra pubblici diversi."

Il fascino di Ardizzoni per la civiltà cinese è nato ben prima dell'incontro con Zheng, proprio nella sua città natale, Verona. Aveva infatti colto sorprendenti parallelismi tra la narrazione classica europea e quella cinese; per esempio, Romeo e Giulietta di Shakespeare evocava forti richiami alla storia d'amore tragica e senza tempo della Leggenda di Liangzhu.

Questa scintilla di curiosità l'ha condotta al Tao Te Ching di Laozi e, successivamente, a un percorso di formazione accademica in lingua, filosofia e cultura cinese.

"La curiosità si è trasformata in studio rigoroso", racconta. "Lo studio è diventato un profondo affetto, e quell'affetto è diventato la missione della mia vita."

Nel 2017, Ardizzoni è entrata a far parte dell'Università di Xiamen per avviare un nuovo filone di ricerca sulla cultura Hakka. Ha viaggiato a lungo attraverso le province del Fujian, del Jiangxi e del Guangdong, visitando decine di remoti villaggi Hakka. Descrive questa fase della sua ricerca come un'esperienza al contempo accademica e profondamente personale. "Sono partita per condurre una ricerca, ma ho finito per scoprire un intero stile di vita", racconta.

È stato proprio durante questo lavoro sul campo che ha incontrato Zheng: un incontro che lei definisce assolutamente indimenticabile. "È stato un grande onore conoscerla e sono rimasta subito affascinata dal suo spirito".

Viaggiando tra gli altopiani della Cina meridionale, Ardizzoni si è imbattuta nei tulou: vasti complessi circolari in terra battuta, costruiti per la vita comunitaria del popolo Hakka.

"I tulou sono molto più di semplici architetture", spiega. "Sono luoghi che incarnano valori fondamentali della vita: convivenza, collaborazione e sostegno reciproco".

Queste esperienze culturali immersive hanno dato vita a uno dei progetti interculturali più creativi di Ardizzoni: Pimpa vola in Cina.

Da oltre 40 anni, Pimpa è una delle figure più iconiche del panorama italiano dedicato all'infanzia, paragonabile a Topolino per la sua notorietà culturale nel Paese. La cagnolina bianca a pois vive con Armando, un signore gentile e pacato che alterna gli impegni quotidiani ai piaceri semplici della cucina, del riposo e della cura di Pimpa. Pimpa possiede un dono magico: sa dialogare con ogni animale, albero, fiore e farfalla, incarnando quella meraviglia innata che, secondo Ardizzoni, accomuna tutti i bambini.

Creata dal celebre illustratore italiano Francesco Tullio Altan, Pimpa ha visitato le principali città italiane — Venezia, Roma, Napoli, Firenze — e ha viaggiato all'estero, toccando mete come Londra, Parigi, Barcellona, ​​New York e Il Cairo. Tuttavia, l'amata protagonista non aveva mai messo piede in Cina.

Al ritorno dai suoi viaggi di ricerca sulla cultura Hakka, Ardizzoni propose un'idea originale: far vivere a Pimpa un'avventura in Oriente. Condivise con Altan la storia di Zheng, una direttrice d'orchestra giramondo capace di entrare in sintonia sia con i bambini che con gli adulti, incarnando quello spirito di apertura e cordialità che Pimpa stessa rappresenta.

Insieme hanno ideato il viaggio cinese di Pimpa, immaginandolo a bordo di una magica nave volante anziché su un aereo di linea.

Nel corso di questo viaggio fantastico, Pimpa incontra draghi cinesi, maschere della danza del leone e panda giganti. Passeggia lungo la Grande Muraglia, ammira il Fiume Giallo, esplora gli antichi ponti in pietra della Cina meridionale ed entra nei tradizionali tulou Hakka. Impara inoltre i dodici animali dello zodiaco cinese.

All'interno di un tulou, Pimpa assiste a un concerto speciale diretto da Zheng, che include un'esibizione corale ispirata ai 12 segni zodiacali. In un'altra scena, caratterizzata da calore e giocosità, condivide dei panini cotti al vapore preparati personalmente da Zheng.

In questo tenero universo illustrato, Pimpa e Zheng stringono una profonda amicizia, creando un ponte artistico simbolico tra l'immaginario dei bambini italiani e quello dei loro coetanei cinesi.

"Attraverso Pimpa, abbiamo voluto costruire un solido ponte culturale che unisca i giovani lettori di Cina e Italia", afferma Ardizzoni.

"Francesco Tullio Altan, illustratore per l'infanzia di fama mondiale, ritrae la Cina attraverso una lente giocosa e fanciullesca: un viaggio fantasioso tra antichi paesaggi orientali, tra montagne dolcemente ondulate e fiumi tortuosi", osserva Zheng. "La Grande Muraglia e i tulou degli Hakka si ergono, nelle sue opere, come simboli viventi del patrimonio culturale e della memoria collettiva. Le illustrazioni di Altan danno vita in modo vivido ai paesaggi e alle tradizioni della Cina. Ogni animale dello zodiaco acquisisce una personalità distinta: dal drago dai modi gentili e il bufalo bonario fino al cavallo instancabile e al leone di pietra birichino; il tutto è reso con un calore affettuoso e un umorismo leggero, pensato appositamente per il giovane pubblico".

"Questo libro va oltre il classico formato del libro illustrato. È un'opera singolare, concepita per colmare le distanze geografiche attraverso la comprensione reciproca, aiutando bambini separati da vaste distanze a costruire amicizie interculturali, curiosità e spirito di fratellanza", aggiunge. È prevista anche la pubblicazione di un'edizione in lingua cinese.

Per Ardizzoni, ogni tappa del suo percorso — da Verona a Xiamen, dagli studi sull'opera alla letteratura per l'infanzia — costituisce un unico filo narrativo ininterrotto.

Osserva che Cina e Italia, due civiltà millenarie, sono legate non solo da una storia condivisa, ma anche da valori fondamentali comuni incentrati sull'arte, sull'istruzione e sull'empatia umana. Ciascuna cultura offre doni unici. Una privilegia una quieta lentezza, l'intimità e la profondità emotiva; l'altra coniuga tradizioni secolari con una costante reinvenzione creativa. Entrambe concepiscono la cultura non come una serie di vestigia statiche e cristallizzate nel tempo, bensì come creazioni vive e in evoluzione.

Zheng è al centro di questo dialogo culturale in divenire.

Per Ardizzoni, l'incontro con la direttrice d'orchestra non è più soltanto un ricordo prezioso: è diventato una lente attraverso cui ridefinire il significato di scambio interculturale, fondato sull'audacia e sulla visione creativa.

"Conoscerla mi ha insegnato che la vita non deve mai essere frenata dall'esitazione", afferma Ardizzoni. "Dobbiamo vivere appieno, con vitalità, coraggio e cuore aperto".

Copertina del libro Pimpa vola in Cina. (Foto fornita a China Daily)

Copertina del libro Pimpa vola in Cina. (Foto fornita a China Daily)

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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