Sempre più condizionatori cinesi per l'Europa: un esempio di empowerment in stile cinese

(Quotidiano del Popolo Online)giovedì 02 luglio 2026

Nel contesto della recente e prolungata ondata di caldo in Europa, i condizionatori split di fabbricazione cinese sono andati esauriti in diversi Paesi, suscitando un ampio dibattito.

Solo circa un quinto delle famiglie europee dispone di aria condizionata. Le normative che vietano modifiche alle facciate degli edifici storici rendono l'installazione di impianti di climatizzazione difficile e costosa in molte aree. A fronte dell'intensificarsi delle ondate di calore, la domanda di sistemi di raffreddamento è salita alle stelle, eppure molte località sono prive di soluzioni efficaci a breve termine.

Prodotti in Cina, questi condizionatori split non richiedono fori alle pareti né l'installazione di un'unità esterna e sono pronti all'uso non appena collegati alla presa elettrica; progettati su misura per le esigenze europee, hanno percorso migliaia di chilometri per offrire una soluzione tempestiva a un problema urgente. Questo apparecchio compatto porta refrigerio alle persone in tutta Europa e risponde a sfide concrete della vita quotidiana, offrendo al contempo uno spunto per comprendere perché la Cina sia diventata una "grande potenza capace di creare opportunità".

Il fatto che i condizionatori cinesi siano diventati un bene domestico essenziale in Europa non è affatto una semplice questione di scambio commerciale; rappresenta piuttosto un microcosmo di "empowerment in stile cinese". Storie di questo tipo sono diventate ormai comuni negli ultimi anni.

L'ottanta per cento dei peluche raffiguranti le mascotte delle Olimpiadi di Parigi è stato prodotto in Cina; l'allora portavoce del governo francese ammise francamente che "per la Francia era impossibile produrre 2 milioni di peluche in pochi mesi", e l'industria manifatturiera cinese intervenne per soddisfare una domanda che la produzione locale non era in grado di gestire.

La Cina sostiene il primato del settore manifatturiero e dell'economia reale; grazie a un sistema industriale completo e al vantaggio di filiere industriali integrate, è in grado di rispondere a picchi improvvisi e massicci della domanda specifica durante le emergenze, fungendo così da elemento stabilizzatore per il mondo di fronte alle emergenze globali.

In un'ottica più ampia, l'empowerment in stile cinese trova la sua migliore espressione nella condivisione delle opportunità di sviluppo con altre nazioni, nel ruolo di motore fondamentale della crescita economica globale, nell'offerta attiva di beni pubblici per migliorare la governance globale e nell'agire con fermezza come forza costruttiva in un mondo in trasformazione.

Dalle vaste "distese fotovoltaiche" nel deserto dell'Oman alle linee di trasmissione ad altissima tensione che attraversano le foreste pluviali del Brasile, fino alle turbine eoliche in funzione a Shelek, in Kazakistan, la Cina ha collaborato con partner locali per trasformare l'energia verde da bene di lusso a risorsa di uso quotidiano. Un rapporto del 2024 dell'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) rivela che il costo medio globale dell'energia (LCOE) per i progetti eolici e solari è diminuito rispettivamente di oltre il 60% e l'80%: riduzioni trainate in gran parte dall'innovazione, dalla capacità produttiva e dall'ingegneria cinesi.

La tecnologia Juncao ha messo radici in oltre 100 Paesi, trasformando terreni aridi in campi prosperi; l'iniziativa Brightness Action ha raggiunto diverse nazioni africane, restituendo la vista ai pazienti... La Cina non solo offre al mondo nuove opportunità grazie al proprio sviluppo, ma aiuta anche le popolazioni di altri Paesi a condurre una vita migliore attraverso azioni concrete.

Per la Cina, l'empowerment rappresenta qualcosa di più di un semplice insieme di valori o di un retaggio culturale: è un atto tempestivo volto a fornire un sostegno fondamentale e un impegno che si traduce in azioni concrete e di grande impatto.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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