Spinta della NATO verso una più profonda cooperazione industriale nel settore della difesa incontra delle sfide

(Quotidiano del Popolo Online)mercoledì 08 luglio 2026

Cartellone del vertice della NATO ad Ankara, Turchia. (29 giugno 2026 - Mustafa Kaya/via Xinhua)

Cartellone del vertice della NATO ad Ankara, Turchia. (29 giugno 2026 - Mustafa Kaya/via Xinhua)

Martedì 7 luglio, a margine del vertice di Ankara, la NATO ha tenuto il suo primo Forum sull'industria della difesa, segnando un nuovo slancio verso il rafforzamento della base industriale-militare dell'Alleanza. Tuttavia, secondo gli analisti, tale iniziativa deve affrontare diverse sfide, poiché i membri rimangono divisi sulle modalità per raggiungere questo obiettivo.

Il forum ha riunito leader politici, alti funzionari militari e dirigenti del settore della difesa, in un momento in cui la NATO sollecita i membri ad aumentare le spese militari, potenziare la produzione di armamenti e intensificare la cooperazione industriale.

Nel suo discorso di apertura, il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato che "non può esserci una difesa forte senza una forte industria della difesa", auspicando procedure di acquisizione più rapide, una collaborazione più stretta tra governi e industria e un ampliamento della capacità produttiva.

Rutte ha annunciato nuove iniziative di approvvigionamento multinazionali per un valore di miliardi di dollari, riguardanti velivoli per la sorveglianza aerea, droni di sorveglianza ad alta quota e sistemi anti-drone.

Nonostante gli annunci ambiziosi, gli analisti segnalano sfide persistenti.

Secondo gli esperti, i membri perseguono priorità nazionali e interessi industriali divergenti, mentre gli alleati rimangono divisi su questioni quali le priorità di acquisizione, la ripartizione degli oneri, il finanziamento e la misura in cui le industrie nazionali debbano essere integrate nelle reti di produzione multinazionali.

Ozgur Eksi, esperto di difesa e sicurezza con base ad Ankara, ha dichiarato all'agenzia Xinhua che conciliare le industrie nazionali della difesa con la sicurezza collettiva richiederebbe di superare la storica competizione tra gli alleati volta a tutelare le rispettive industrie della difesa.

L'analista di politica estera e giornalista Serkan Demirtas ha affermato che, sebbene "la necessità di espandere la produzione sia ampiamente riconosciuta in tutta l'Alleanza", raggiungere un consenso sui ruoli produttivi, sugli accordi di ripartizione dei costi e sulla distribuzione dei benefici industriali rimane una sfida ben più ardua.

Demirtas ha aggiunto che i Paesi con industrie della difesa consolidate, tra cui la Turchia, aspirano a un ruolo più incisivo nell'architettura industriale della NATO, mentre alcuni produttori tradizionali rimangono cauti riguardo all'apertura degli accordi di approvvigionamento e di condivisione tecnologica.

Il vertice di Ankara si è svolto nel contesto della crescente pressione statunitense sugli alleati europei affinché assumano maggiori responsabilità per la propria difesa.

Un punto chiave dell'agenda del vertice è la definizione delle modalità di attuazione dell'accordo raggiunto al vertice NATO dello scorso anno all'Aia, in cui gli Stati membri si sono impegnati ad aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del prodotto interno lordo entro il 2035.

La Turchia sta sfruttando il forum di martedì per mettere in mostra la propria industria della difesa in espansione e per sostenere la necessità di un ruolo di maggior peso nella strategia industriale della NATO.

Tali iniziative hanno suscitato rinnovato interesse dopo che, martedì ad Ankara, il Presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di voler riammettere la Turchia al programma F-35, ponendo fine a un'esclusione durata anni a seguito dell'acquisto del sistema di difesa aerea russo S-400.

Gli osservatori interpretano questo sviluppo, unitamente ai negoziati in corso per la fornitura di motori aeronautici statunitensi destinati al KAAN (caccia di produzione turca), come un segnale del rafforzamento della cooperazione nel settore della difesa tra i due Paesi.

Un caccia Rafale durante un'esibizione aerea al 55° Salone Aeronautico di Parigi, presso l'aeroporto di Le Bourget, Francia. (17 giugno 2025 - Xinhua/Gao Jing)

Un caccia Rafale durante un'esibizione aerea al 55° Salone Aeronautico di Parigi, presso l'aeroporto di Le Bourget, Francia. (17 giugno 2025 - Xinhua/Gao Jing)

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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