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Il neo-militarismo giapponese mostra le zanne
Martedì 21 luglio, in seguito alle affermazioni del Ministro della Difesa giapponese a favore di un dibattito senza restrizioni sulle politiche in ambito nucleare, un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che il neo-militarismo giapponese ha mostrato il suo vero volto e che la comunità internazionale deve mantenere un'alta vigilanza.
Durante una regolare conferenza stampa, il portavoce Lin Jian ha osservato come sia estremamente raro, nella storia del Giappone del secondo dopoguerra, che un Ministro della Difesa in carica rilasci dichiarazioni così pericolose e altamente provocatorie; ha inoltre aggiunto che è emersa chiaramente l'ambizione delle autorità giapponesi al governo di abbandonare i Tre principi non nucleari e di sfidare l'ordine internazionale stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Lin ha ricordato che l'attuale leader giapponese, quando era membro della Dieta, si era già espressa a favore di una revisione di tali principi. Una volta assunta la carica, ha accelerato il riarmo del Paese e intrapreso una serie di iniziative pericolose in materia di politica nucleare, tra cui il rafforzamento della cooperazione sulla cosiddetta "deterrenza estesa", la promozione dello sviluppo di sottomarini a propulsione nucleare, la condivisione nucleare e l'introduzione di sistemi missilistici a medio raggio.
Ha infine sottolineato come alti funzionari dell'ufficio del Primo Ministro e del partito di coalizione abbiano sostenuto pubblicamente la revisione dei tre principi del non nucleare, mettendo così in discussione i limiti invalicabili stabiliti dal Giappone stesso e dalla comunità internazionale.
Il Ministro della Difesa ha ribadito, in diverse sedi internazionali, l'impegno del Giappone verso una politica di natura esclusivamente difensiva, uno sviluppo pacifico e i tre principi di non proliferazione nucleare, ha affermato Lin. "Tuttavia, una volta in patria, egli invoca a gran voce un dibattito sulla politica in materia di armi nucleari 'senza alcun tabù'. Di quale 'impegno' si può parlare? Queste mosse contraddittorie rivelano ancora una volta come il Giappone abbia celato la propria vera natura e ingannato la comunità internazionale", ha dichiarato.
Il Giappone è uno Stato "soglia" nucleare riconosciuto a livello internazionale, ha osservato Lin, sottolineando come il Paese mantenga da tempo e deliberatamente la capacità di una rapida transizione verso l'armamento nucleare, accumulando circa 44,4 tonnellate di plutonio separato: una quantità sufficiente a produrre un gran numero di testate nucleari.
Le forze di destra giapponesi, invocando presunte "minacce esterne" e la "legittima difesa", stanno cercando di affrancarsi dai vincoli della Costituzione giapponese, del diritto internazionale e della legislazione nazionale, sfidando al contempo l'ordine internazionale del dopoguerra e il regime globale di non proliferazione nucleare, ha aggiunto.
"Percorrendo a folle velocità una strada pericolosa, esse rappresentano una minaccia concreta per la pace e la stabilità della regione. Se la comunità internazionale dovesse permettere alle forze di destra giapponesi di imporre la propria volontà e di promuovere lo sviluppo di potenti armi offensive o l'acquisizione di armi nucleari, il Giappone finirebbe ancora una volta per sconvolgere il mondo, provocando conseguenze catastrofiche", ha affermato il portavoce.
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