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La porcellana crea un linguaggio artistico condiviso
In uno dei suoi ultimi capolavori, Festino degli dei, il pittore italiano Giovanni Bellini collocò tre pezzi di porcellana bianca e blu al centro della composizione, utilizzandoli come elementi decorativi di grande impatto visivo.
Secondo lo storico cinese Yan Chongnian, il recipiente retto da una donna nel dipinto presenta una notevole somiglianza con le porcellane bianche e blu rinvenute nel sito delle fornaci imperiali di Jingdezhen, nella provincia cinese orientale del Jiangxi.
Weng Yanjun, direttore dell'Istituto delle fornaci imperiali di Jingdezhen, afferma: "Oltre ad arricchire la scena di un banchetto mitologico, questi pezzi di porcellana costituiscono anche una testimonianza duratura degli scambi storici tra le civiltà".
L'opera di Bellini non rappresenta un caso isolato. Con la crescente popolarità della natura morta e l'aumento delle importazioni di porcellana in Europa, la porcellana bianca e blu divenne un motivo ricorrente nella pittura a olio occidentale, riflettendo la sua profonda influenza sull'arte e sulla società europee.
Nota come la capitale cinese della ceramica, Jingdezhen vanta oltre 1.700 anni di tradizione nella produzione ceramica e la sua influenza sulla cultura globale e sul mondo dell'arte rimane più forte che mai.
Nel corso dei secoli, le ceramiche di Jingdezhen sono state esportate in Asia centrale, Asia occidentale, Europa e Africa. Gli scambi culturali sono avvenuti in entrambe le direzioni: se da un lato la porcellana ha arricchito la pittura a olio occidentale, dall'altro la ceramica cinese ha tratto ispirazione dalle tradizioni artistiche dell'Occidente.
Secondo Li Shiqi, ricercatore assistente presso l'Accademia provinciale di cultura e turismo del Jiangxi, a metà del XVIII secolo i temi mitologici divennero una scelta molto apprezzata per le porcellane cinesi destinate all'esportazione.
Li afferma che questa fusione ha segnato una svolta estetica e creativa, favorendo una maggiore comprensione reciproca e scambi culturali più profondi.
Oggi, gli artisti stanno combinando le ricche tecniche della pittura a olio con i pigmenti caratteristici dell'arte ceramica. Wang Yantian, un giovane ceramista attivo a Jingdezhen, è uno di loro.
"Questa fusione arricchisce l'espressione artistica, promuove la trasmissione e lo scambio culturale e sostiene la crescita dell'industria ceramica", afferma Wang, sottolineando come le tecniche, i temi e il linguaggio visivo della pittura a olio realista siano stati ampiamente integrati nelle moderne decorazioni a smalto su porcellana.
Questo scambio continua a ispirare artisti internazionali. David Reid, un artista australiano di 71 anni che da oltre quattro decenni si dedica al disegno e alla pittura, è arrivato a Jingdezhen nel 2018, spinto dalla passione per la ceramica.
Dall'astrazione all'estetica orientale, l'incontro tra cultura orientale e occidentale prende vita attraverso la sua arte.
"Qui realizzo dipinti a inchiostro, opere a olio e ceramiche. Jingdezhen stimola costantemente la mia ispirazione a fondere elementi cinesi e modernismo occidentale", afferma Reid.
La francese Camille Kami ricorda lo stupore provato al suo arrivo a Jingdezhen, meravigliandosi di come un'intera città potesse dedicarsi a un'unica attività artigianale per oltre mille anni.
Si è ritrovata inaspettatamente riluttante a lasciare Jingdezhen e ha infine deciso di farne la propria casa.
Chen Kelong, segretario del Partito a Jingdezhen, afferma che la città ha instaurato collaborazioni con oltre 180 città in più di 70 Paesi. Artisti provenienti da circa 50 Paesi e regioni sono giunti in città per vivere, lavorare e creare.
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