Cina: ferma opposizione alle misure finali dell'indagine 301 degli USA sui "lavori forzati"

(CRI Online)martedì 28 luglio 2026

Il portavoce del Ministero del Commercio cinese ha risposto alla pubblicazione delle misure finali degli Stati Uniti sull'indagine 301 relativa ai "lavori forzati".

Domanda: Il 23 luglio, ora locale della costa orientale degli Stati Uniti, l'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), sulla base dei risultati dell'indagine 301 relativa al mancato divieto di importazione di prodotti realizzati con lavoro forzato, ha annunciato le misure finali, imponendo dazi ai sensi dell'indagine 301 su 60 potenze economiche, inclusa la Cina. Per la Cina è previsto un dazio aggiuntivo del 12,5%. Qual è la posizione della parte cinese?

Risposta: Abbiamo preso atto della situazione. La Cina si è sempre opposta ai lavori forzati, ha istituito un sistema completo di leggi e regolamenti sul lavoro; inoltre previene e contrasta con determinazione ogni forma di lavoro forzato. Gli Stati Uniti, al contrario, non solo non hanno ancora aderito alla Convenzione sui lavori forzati del 1930, ma da tempo strumentalizzano la questione. Questa volta ha avviato l'indagine 301 e imposto dazi unilaterali proprio sulla base del "lavoro forzato": si tratta di un tipico atto di unilateralismo e protezionismo, al quale la Cina si oppone fermamente.

La Cina continuerà a monitorare e valutare attentamente le eventuali mosse successive degli Stati Uniti, e si riserva il diritto di adottare tutte le misure necessarie.

La Cina esorta gli Stati Uniti a correggere i propri errori e ad eliminare completamente le suddette misure tariffarie unilaterali.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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