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Incursione di un uomo armato nell'ambasciata cinese in Giappone, la Cina chiede un'indagine approfondita
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Il 28 luglio il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha tenuto la conferenza stampa ordinaria. Un giornalista della CCTV ha chiesto un commento sul fatto che la Procura distrettuale di Tokyo ha completato la perizia psichiatrica sull'ufficiale delle Forze di autodifesa giapponesi che si era introdotto armato di coltello nell'Ambasciata cinese in Giappone, stabilendo che è capace di intendere e volere, e ha presentato un atto d'accusa.
Lin Jian ha ricordato che sono ormai trascorsi quattro mesi da quando l'ufficiale delle Forze di autodifesa giapponesi, Kodai Murata, si è introdotto illegalmente e armato di coltello nell'Ambasciata cinese in Giappone. Nonostante le ripetute proteste cinesi, il Giappone ha continuato a rinviare indagini e provvedimenti con il pretesto della cosiddetta "perizia psichiatrica", senza punire tempestivamente il responsabile. "Da tempo – ha affermato il portavoce – continuano a verificarsi episodi che minacciano la sicurezza dell'ambasciata e dei consolati cinesi in Giappone. Sviluppi pericolosi, che riflettono molti problemi profondi oggi presenti nel Paese". E ha aggiunto: "Ogni tentativo del Giappone di minimizzare o sminuire la gravità dei fatti equivale a tollerare e incoraggiare questa deriva negativa. Esortiamo nuovamente il Giappone a condurre un'indagine approfondita, a correggere gli errori, a individuarne le cause profonde e a fornire spiegazioni alla Cina e alla comunità internazionale".
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