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Sindaco italiano a caccia di scatti tra le antiche vie di Luoyang
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| Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano scatta un selfie alle Grotte di Longmen a Luoyang, nella provincia dello Henan. (China News Service/Han Zhangyun) |
Selfie davanti alle Grotte di Longmen, sito Patrimonio dell'Umanità a Luoyang; l'esperienza immersiva della cerimonia d'ingresso alla Porta Yingtian (nel complesso della capitale delle dinastie Sui e Tang); la vibrante atmosfera della Luoyang antica tra i vicoli adiacenti la Porta Lijing… Nei giorni scorsi, Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, Italia, in visita per il ciclo di eventi "2026 Global Mayors Dialogue · Luoyang", ha esplorato l'antica capitale di Luoyang, nella provincia dello Henan.
"Per comprendere veramente una città, bisogna esplorarne il centro storico", ha affermato Di Stefano, visitando la zona della Porta Lijing, cuore dell'antica città di Luoyang. Ha vagato per le antiche strade e i vicoli, ammirando le case restaurate, ed è rimasto piacevolmente sorpreso dai turisti vestiti con Hanfu. Ha spiegato che la cultura cinese è ormai popolare in Italia e che si tengono eventi locali legati al tè cinese. "Questi eventi permettono alle persone di conoscersi".
La mattina del 10 ottobre, Di Stefano è arrivato al Museo di Luoyang, dove ha fotografato i reperti con il suo cellulare, chiedendo informazioni sulla loro funzione, età e altri dettagli.
Una volta giunto alle Grotte di Longmen, il suo telefono era costantemente occupato, fotografando l'architettura, le iscrizioni e scattando foto con i sindaci degli altri paesi che viaggiavano con lui. Ha espresso la speranza di poter utilizzare il suo telefono per documentare la ricca storia e cultura di Luoyang.
Durante questo viaggio a Luoyang, Di Stefano ha auspicato di poter discutere con i sindaci di vari Paesi della tutela, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale, condividendo e imparando dalle reciproche esperienze. Ha presentato attivamente Sesto San Giovanni agli ospiti, e ha detto che la città si impegna attivamente nella tutela del suo patrimonio industriale: preserva fabbriche, altiforni e macchinari, e trasforma gli spazi industriali in luoghi per servizi culturali pubblici. "Credo che il patrimonio industriale sia una caratteristica distintiva della nostra città; non solo ne abbiamo preservato la storia, ma l'abbiamo anche tramandata alle generazioni future".
Di Stefano ritiene che conciliare la conservazione del patrimonio storico e culturale con lo sviluppo economico moderno sia una sfida che molte città antiche si trovano ad affrontare. Ha affermato: "Ogni città ha i suoi simboli culturali unici. Ad esempio, Sesto San Giovanni è stata storicamente una città della seta, una città dell'industria siderurgica e ora una città del settore sanitario. Questi sono simboli culturali unici della città e il nostro sviluppo urbano deve preservare questi simboli e questa storia". Secondo lui, pur tutelando i siti storici e culturali, è necessario integrarli nella vita moderna affinché il patrimonio possa rimanere vivo e vitale.
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