Capo economista della FAO chiede una cooperazione globale sulla sicurezza alimentare

(Quotidiano del Popolo Online)mercoledì 14 ottobre 2026

Maximo Torero, capo economista dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), partecipa a un evento collaterale durante la 44ª sessione della Conferenza della FAO a Roma. (3 luglio 2025 - FAO/via Xinhua)

Maximo Torero, capo economista dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), partecipa a un evento collaterale durante la 44ª sessione della Conferenza della FAO a Roma. (3 luglio 2025 - FAO/via Xinhua)

Attualmente, l'aumento dei prezzi rappresenta la minaccia maggiore per la sicurezza alimentare globale, più ancora della carenza di cibo: è quanto ha dichiarato a Xinhua un esperto delle Nazioni Unite (ONU) in una recente intervista.

In vista del World Food Forum, Maximo Torero, capo economista dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), ha auspicato un miglior coordinamento e una maggiore innovazione per rendere i sistemi agroalimentari più resilienti agli shock.

I prezzi dei prodotti alimentari incorporano ormai un "premio al rischio", ha spiegato Torero: aumentano non perché il cibo scarseggi, ma perché i mercati temono future carenze.

A incrementare i rischi contribuiscono diversi fattori: le interruzioni nello Stretto di Hormuz, rotta attraverso cui transita fino al 30% dei fertilizzanti oggetto di scambi internazionali; le nuove restrizioni alle spedizioni di cereali dal Mar Nero; e l'elevata probabilità (stimata al 90%) che si verifichi un forte fenomeno El Niño.

Gli effetti di tale pressione sono già evidenti. L'Indice FAO dei prezzi alimentari, parametro di riferimento per i prezzi internazionali delle materie prime agricole, si è attestato a una media di 136,0 punti a settembre, registrando un incremento dell'1,5% rispetto ad agosto e del 5,8% rispetto all'anno precedente.

Un agricoltore guida una mietitrice per raccogliere riso in un parco industriale agricolo nella contea di Wuyi, città di Jinhua, provincia del Zhejiang, Cina orientale. (8 ottobre 2026 - Zhang Jiancheng/Xinhua)

Un agricoltore guida una mietitrice per raccogliere riso in un parco industriale agricolo nella contea di Wuyi, città di Jinhua, provincia del Zhejiang, Cina orientale. (8 ottobre 2026 - Zhang Jiancheng/Xinhua)

Torero ha affermato che la situazione è più complessa rispetto al 2022, quando altri esportatori compensarono rapidamente la mancanza di grano ucraino. Attualmente, le forniture di fattori produttivi agricoli sono limitate per una quota compresa tra il 25% e il 30%, e la creazione di nuova capacità produttiva per i fertilizzanti richiede dai cinque ai dieci anni.

Gli agricoltori stanno riducendo l'uso di urea, il che potrebbe penalizzare i raccolti futuri, e stanno passando dalla coltivazione di grano e mais a quella di soia

Ciononostante, le scorte globali di cereali rimangono abbondanti: la FAO prevede un rapporto scorte/consumi del 31,7% per la stagione 2026/27. Il problema più urgente riguarda l'accessibilità economica: a subirne le conseguenze maggiori saranno inizialmente i Paesi africani e asiatici che dipendono dalle importazioni alimentari nette, nonché i piccoli stati insulari in via di sviluppo.

Poiché occorrono dai tre ai sei mesi affinché le variazioni dei prezzi delle materie prime si riflettano sui prezzi al dettaglio, i consumatori inizieranno ad avvertire l'impatto verso la fine dell'anno. Il mondo non si trova ancora in una crisi alimentare, ma la situazione sta lentamente peggiorando, ha avvertito Torero.

Ha inoltre sottolineato come la Cina, principale produttore e consumatore di alimenti al mondo, nonché grande importatore, si stia preparando ad affrontare rischi sia naturali che geopolitici diversificando le importazioni, mantenendo aperto il proprio mercato e migliorando la gestione delle scorte.

Visitatori allo stand cinese durante la mostra globale della FAO "Dai semi al cibo" a Roma. (8 ottobre 2026 - Alberto Lingria/Xinhua)

Visitatori allo stand cinese durante la mostra globale della FAO "Dai semi al cibo" a Roma. (8 ottobre 2026 - Alberto Lingria/Xinhua)

Le esportazioni di urea dalla Cina stanno contribuendo a ridurre i prezzi, ha osservato l'esperto, auspicando che tale tendenza prosegua ed esortando i principali produttori e importatori a non distorcere i mercati né a limitare le esportazioni di fattori produttivi agricoli.

Per rafforzare la resilienza, Torero ha sollecitato un più stretto coordinamento tra banche di sviluppo, istituzioni finanziarie e donatori. Ha inoltre chiesto maggiori investimenti in alternative ai fertilizzanti, come l'ammoniaca verde, in un uso più efficiente dei concimi, nell'energia rinnovabile per l'agricoltura e in migliori sistemi di previsione.

La sua posizione riflette il tema del World Food Forum 2026: "Innovare oggi. Nutrire il domani". L'evento principale, in corso presso la sede della FAO a Roma dall'8 al 16 ottobre, riunisce giovani, scienziati e investitori, con 38 Paesi che presentano opportunità di investimento.

Il sistema agroalimentare ha resistito a ripetuti shock negli ultimi anni, ma "la resilienza ha un limite", ha sottolineato Torero. Sebbene il fenomeno El Niño sia inevitabile, i conflitti possono essere scongiurati e "in questo momento dobbiamo monitorare ogni rischio", ha affermato.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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