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L'Italia ospita il primo forum nazionale sulla cucina dal riconoscimento UNESCO
Il primo Forum della Cucina Italiana, successivo al recente riconoscimento da parte dell'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale, si è tenuto lo scorso fine settimana nella regione Puglia, riunendo responsabili politici, rappresentanti del settore e produttori per rafforzare la competitività del settore agroalimentare italiano e promuoverne la crescita sostenibile.
L'evento di due giorni, promosso dal giornalista italiano Bruno Vespa e organizzato in collaborazione con ICE Agency e Comin & Partners, è servito da piattaforma per discussioni sulla portata globale e sul potenziale economico della cucina italiana.
Secondo una ricerca di Deloitte, il valore globale della cucina italiana è stimato in circa 251 miliardi di euro, con il potenziale di raggiungere i 300 miliardi di euro qualora proseguano gli attuali trend di crescita. Gli Stati Uniti e la Cina detengono una quota significativa di questo mercato, generando ciascuno un fatturato di circa 80 miliardi di euro legato alla ristorazione in stile italiano.
Tuttavia, i rappresentanti del settore hanno osservato che una parte considerevole di tali ricavi è generata da ristoranti all'estero che non utilizzano necessariamente ingredienti autentici italiani.
"La quota di valore maggiore proviene da ristoranti d'oltreoceano ispirati alla cucina italiana", ha affermato Giordano Emo Capodilista, vicepresidente di Confagricoltura. "La sfida fondamentale consiste nell'espandere tale valore, rafforzando al contempo la presenza di prodotti italiani autentici, affinché i benefici economici possano sostenere in modo più efficace l'agricoltura nazionale".
Ha inoltre aggiunto che, sebbene i prodotti d'imitazione rimangano diffusi a livello globale, essi potrebbero anche fungere da base per una futura espansione del mercato.
Anche il Ministro dell'Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, ha affermato che i cosiddetti prodotti "Italian sounding" competono spesso con le merci autentiche offrendo prezzi inferiori, ma risultano carenti in termini di standard ambientali e lavorativi.
Le discussioni tenutesi durante il forum hanno affrontato anche temi quali la sostenibilità, la gestione delle risorse idriche e il ruolo economico del settore dell'ospitalità, che continua a rappresentare un'importante fonte di occupazione.
I partecipanti hanno sottolineato come l'evento miri non solo a promuovere l'identità culinaria italiana, ma anche a tradurne la popolarità globale in concreti benefici economici, valorizzando l'autenticità e la qualità e rafforzando il posizionamento sui mercati internazionali.
people.cn © People's Daily Online




