Portavoce del Ministero degli Esteri cinese sulla sospensione della visita di Lai Ching-te in Eswatini

(CRI Online)giovedì 23 aprile 2026
Portavoce del Ministero degli Esteri cinese sulla sospensione della visita di Lai Ching-te in Eswatini

Il 22 aprile, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha risposto ai giornalisti in merito alle dichiarazioni delle autorità di Taiwan secondo cui Lai Ching-te avrebbe "sospeso" la sua visita non autorizzata a Eswatini.

Un giornalista ha chiesto un commento sulla cancellazione della visita di Lai Ching-te a Eswatini. Le autorità taiwanesi hanno giustificato la decisione adducendo le pressioni della Cina continentale, che avrebbero indotto il Paese africano a revocare temporaneamente i permessi di volo.

Il portavoce ha ricordato che, ad eccezione di Eswatini, gli altri 53 Paesi africani intrattengono relazioni diplomatiche con la Cina. Insieme all'Unione Africana, hanno sottoscritto la Dichiarazione di Beijing del Forum sulla Cooperazione Sino-Africana del 2024, riaffermando con fermezza il principio di "una sola Cina". Hanno sottolineato con chiarezza che esiste una sola Cina e che Taiwan ne è parte integrante, il Governo della Repubblica Popolare Cinese è l'unico legittimo rappresentante della Cina e che sostengono con convinzione gli sforzi della Cina per la riunificazione nazionale. Questa posizione, in linea con il diritto internazionale e le norme fondamentali delle relazioni internazionali, è stata accolta con vivo apprezzamento dalla Cina. Il portavoce ha sottolineato che "i fatti sono chiari": il principio di "una sola Cina" è il consenso condiviso dalla comunità internazionale, risponde alla volontà dei popoli, al processo storico e alla giustizia. "Nessuna forza – ha aggiunto – può ostacolare il processo storico della riunificazione della Cina. I tentativi secessionisti delle forze indipendentiste sono destinati al fallimento e porteranno inevitabilmente alla loro autodistruzione".

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

Foto