Tutti i Paesi amanti della pace devono opporsi con fermezza alle sconsiderate mosse neomilitariste del Giappone

(Quotidiano del Popolo Online)mercoledì 29 aprile 2026
Tutti i Paesi amanti della pace devono opporsi con fermezza alle sconsiderate mosse neomilitariste del Giappone

Tutti i Paesi amanti della pace nel mondo devono mantenere un'elevata vigilanza e opporsi con fermezza alle sconsiderate manovre di neomilitarismo del Giappone, ha dichiarato martedì 28 aprile Lin Jian, portavoce del Ministero degli Esteri cinese.

Lin ha rilasciato tali dichiarazioni nel corso di una regolare conferenza stampa, rispondendo a una domanda relativa all'affermazione della Prima Ministra giapponese Sanae Takaichi, la quale, intervenendo in seno a un comitato incaricato di revisionare le politiche di sicurezza e difesa del Paese, ha sottolineato la preparazione a un "conflitto a lungo termine".

L'amministrazione Takaichi ha recentemente spinto per la ricostruzione della macchina bellica giapponese e ora invoca la preparazione a una guerra prolungata, ha osservato Lin, aggiungendo che il Giappone, dopo aver scatenato una guerra di aggressione diversi decenni fa, diffonde oggi dichiarazioni allarmistiche.

"Il passato militarista del Giappone sta tornando? Il Giappone sta accelerando il percorso di rimilitarizzazione? Potrebbe il Giappone tornare a essere la piaga dell'Asia orientale?", ha chiesto Lin.

Ha inoltre sottolineato che, nel corso della loro aggressione ed espansione avvenuta nel secolo scorso, i militaristi giapponesi hanno commesso crimini efferati contro la Cina, contro lo stesso Giappone e contro altri Paesi vicini dell'Asia.

Considerata la storia di aggressioni e al fine di prevenire la rinascita del militarismo giapponese, la Dichiarazione del Cairo, la Proclamazione di Potsdam, l'Atto di resa del Giappone e una serie di documenti aventi piena efficacia giuridica secondo il diritto internazionale impongono esplicitamente al Giappone di essere "completamente disarmato" e di non mantenere industrie che "gli consentirebbero di riarmarsi per la guerra", ha affermato Lin, aggiungendo che anche la Costituzione giapponese contiene severe restrizioni in merito alla forza militare del Paese, al diritto di belligeranza e al diritto alla guerra.

Lin ha dichiarato che, passando dal principio e dalla dichiarazione di un orientamento "esclusivamente difensivo" alla preparazione per una guerra prolungata, le recenti mosse del Giappone indicano un'accelerata svolta verso un percorso ben più pericoloso, avventuristico e provocatorio nei settori militare e della sicurezza. "Il Giappone sembra stia stracciando il proprio manuale 'pacifista'", ha osservato Lin.

Ha affermato che, secondo molti osservatori esperti, la recente retorica di alcuni funzionari giapponesi suona piuttosto come propaganda di guerra e rievoca alla mente i militaristi giapponesi del periodo bellico.

Facendo notare che quest'anno ricorre l'ottantesimo anniversario dell'inizio dei processi di Tokyo, Lin ha affermato che, chiaramente, l'amministrazione Takaichi non ha alcuna intenzione di onorare tale ricorrenza facendo un esame di coscienza sul passato militarista del Giappone, mentre si prepara al riarmo del Paese. "La comunità internazionale non lo permetterà mai", ha detto Lin.

"La lezione della storia non è un ricordo lontano. Tutti i Paesi amanti della pace devono rimanere vigili e fermare l'ascesa del neomilitarismo giapponese", ha concluso il portavoce.

(Web editor: Feng Yuxin, Renato Lu)

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