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Museo cinese rivela l'atrocità giapponese della trasfusione di sangue animale agli esseri umani durante la Seconda Guerra Mondiale (3)
Martedì 23 giugno, un museo cinese ha reso pubblici i dettagli di scioccanti esperimenti condotti su esseri umani vivi dall'Esercito Imperiale Gapponese durante l'invasione della Cina; tra questi figurano resoconti agghiaccianti di trasfusioni di sangue animale a persone.
Un rapporto conservato presso la Sala espositiva delle prove dei crimini commessi dall'Unità 731 dell'Esercito Imperiale Giapponese, redatto dal chirurgo militare giapponese Tsutomu Saito, ha confermato che nel 1938 le forze giapponesi utilizzarono sangue prelevato da cavalli, pecore, cani, conigli e polli per condurre esperimenti su 23 prigionieri di guerra.
Secondo Jin Shicheng, ricercatore della struttura espositiva, il rapporto sulla trasfusione di sangue xenogenico per emorragie acute fu pubblicato in una rivista accademica del Corpo Medico dell'Esercito Imperiale Giapponese il 1° agosto 1940, in seguito alla presentazione dello studio a un convegno di medicina militare giapponese svoltosi nel marzo dello stesso anno.
Nel tentativo di individuare soluzioni di primo soccorso sul campo di battaglia, l'Esercito Imperiale Giapponese sperimentò svariati metodi di trasfusione, impiegando sangue conservato, siero, sangue essiccato e persino sangue prelevato da cadaveri. Alla ricerca della cosiddetta "soluzione ottimale" per garantire forniture di sangue in situazioni di emergenza, Saito propose l'idea di trasfondere direttamente sangue animale fresco in soggetti umani.
Le ricerche hanno rivelato che, nel corso di esperimenti sulla "perdita acuta e massiccia di sangue", le truppe giapponesi annotavano dettagliatamente le condizioni delle vittime dopo aver prelevato loro tra i 1.200 e i 2.500 millilitri di sangue.
I resoconti le descrivevano come "completamente prive di sensi", con una "grave cianosi diffusa su tutto il corpo", la pelle che assumeva un "colorito cadaverico" e una "respirazione accelerata, che sfociava in uno stato di soffocamento". In seguito all'infusione di sangue animale, alcune vittime espellevano urine ematiche e manifestavano febbre alta, brividi e altre reazioni anomale, simili a una crisi acuta di rigetto.
Tan Tian, un altro ricercatore della struttura espositiva, ha spiegato che, per studiare gli effetti del sangue eterologo nei vasi sanguigni, le truppe giapponesi incidevano il collo delle vittime, bloccavano forzatamente il flusso sanguigno nella carotide mediante pinze vascolari, iniettavano siero animale direttamente nelle arterie di persone ancora in vita e successivamente prelevavano sangue per osservarlo.
Per monitorare la persistenza del sangue animale nell'organismo, iniettavano sangue di polli nei corpi delle vittime ed effettuavano esami microscopici per tre giorni consecutivi.
Secondo Jin, il fatto che le truppe giapponesi pubblicassero resoconti su esperimenti condotti su esseri umani vivi in riviste a diffusione pubblica dimostra che tali crimini contro l'umanità costituivano già un "segreto di Pulcinella" all'interno della comunità medica giapponese dell'epoca.
La rivista contiene inoltre 187 articoli redatti da membri chiave dell'Unità 731, tra cui Shiro Ishii e Masaji Kitano, riguardanti la guerra batteriologica e la sperimentazione su esseri umani.
Lo scorso sabato, l'agenzia stampa giapponese Kyodo News ha diffuso un servizio su una sperimentazione umana condotta dai giapponesi che prevedeva l'uso di sangue animale, sottolineando come tali pratiche costituiscono una palese violazione dell'etica medica.
Gli invasori giapponesi, responsabili di atroci sperimentazioni umane e di guerra batteriologica su vasta scala, saranno per sempre inchiodati all'eterna gogna della vergogna, ha dichiarato Guo Jiakun, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, durante una regolare conferenza stampa in risposta a una domanda sull'argomento.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le forze di occupazione giapponesi istituirono una rete per la guerra batteriologica che si estendeva su diversi Paesi asiatici; l'Unità 731, con sede ad Harbin (capoluogo della provincia dello Heilongjiang), fungeva da base top-secret per lo sviluppo di armi batteriologiche e per la sperimentazione su esseri umani.

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