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Ondata di calore precoce provoca vittime e alimenta vasti incendi in tutta Europa
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| Persone si rinfrescano davanti a una postazione di nebulizzazione al Roland Garros durante un'ondata di caldo a Parigi, Francia. (28 maggio 2026 - Xinhua/Wu Huiwo) |
L'ondata di caldo estremo che ha investito l'Europa a fine giugno ha scatenato un'emergenza sanitaria, aumentando al contempo drasticamente il rischio di incendi boschivi.
Le temperature estremamente elevate hanno contribuito a un picco di mortalità in eccesso in diversi Paesi, in particolare tra gli anziani, mentre la siccità prolungata ha reso il suolo e la vegetazione estremamente aridi, anticipando l'inizio di una stagione degli incendi particolarmente distruttiva.
Secondo i dati preliminari, la Francia ha registrato almeno 2.025 decessi in eccesso durante la settimana dal 22 al 28 giugno. Le persone di età pari o superiore a 65 anni hanno rappresentato l'85% dei decessi confermati riconducibili al caldo. In Belgio, tra il 18 e il 29 giugno sono stati registrati 1.222 decessi in eccesso, pari a un aumento del 39% della mortalità in eccesso.
Il sistema spagnolo di monitoraggio della mortalità giornaliera ha attribuito alle temperature insolitamente elevate 1.029 decessi in eccesso nel mese di giugno, mentre i Paesi Bassi hanno segnalato circa 480 decessi in eccesso, verificatisi per lo più tra la popolazione anziana.
Le ripercussioni sulla salute sono state causate non solo dalle temperature diurne estreme, ma anche dalle notti caratterizzate da un caldo persistente. La Francia ha definito l'evento come l'ondata di caldo più intensa mai registrata sul territorio continentale e in Corsica, con una temperatura media nazionale sulle 24 ore che ha superato per la prima volta i 30 gradi Celsius. Le temperature notturne sono rimaste insolitamente alte, impedendo all'organismo di smaltire il calore accumulato durante il giorno.
Secondo gli analisti, diversi fattori strutturali hanno amplificato l'impatto letale del caldo estremo in tutta Europa: tra questi, l'invecchiamento della popolazione, l'isolamento sociale, abitazioni scarsamente isolate, l'accesso limitato all'aria condizionata e l'effetto "isola di calore" urbana. Nel Nord Europa, molti edifici sono stati progettati per trattenere il calore anziché disperderlo.
Il caldo persistente e la scarsità di precipitazioni hanno inoltre inaridito la vegetazione e il suolo, rendendo i paesaggi altamente infiammabili e anticipando in modo insolito l'inizio della stagione degli incendi boschivi in diversi Paesi.
Dall'inizio dell'estate, la Francia ha registrato circa 7.000 incendi, che hanno bruciato quasi 8.700 ettari di territorio, con i roghi più gravi concentrati nel sud del Paese. Le autorità hanno riferito che la stagione degli incendi è iniziata con due o tre settimane di anticipo rispetto agli anni precedenti.
In Germania, gli incendi boschivi hanno messo in luce anche sfide specifiche legate alla geografia e alla storia. A Rotenfels, vicino a Traisen (nella Germania occidentale), circa 650 persone sono state evacuate mentre le fiamme si propagavano in una zona boschiva di difficile accesso. La presenza di ordigni inesplosi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale ha impedito ai vigili del fuoco di intervenire direttamente, costringendoli a ricorrere a barriere di contenimento, sistemi di irrigazione, fasce tagliafuoco e robot antincendio.
Lungo la costa adriatica della Croazia, le alte temperature, la vegetazione secca e i forti venti hanno alimentato le fiamme. Nella prima metà dell'anno, circa 2.800 incendi hanno distrutto oltre 6.300 ettari, un netto aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La Grecia, dove gli incendi estivi sono frequenti, sta combattendo quasi quotidianamente contro decine di roghi boschivi e di vegetazione.
In Italia, il caldo persistente e la siccità hanno portato alcune regioni del Sud, oltre a Sicilia e Sardegna, a un livello di rischio incendi definito "estremo" o "molto estremo". Nel Portogallo centrale, un incendio a Vouzela ha causato il ferimento di sette persone, ha imposto l'evacuazione di due villaggi e ha bruciato oltre 7.000 ettari. Poiché sia il numero di incendi che la superficie percorsa dal fuoco sono più che raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il Portogallo ha elevato al massimo livello operativo il proprio sistema di risposta antincendio rurale.
I governi di tutta Europa hanno reagito inasprendo le norme di prevenzione e rafforzando la preparazione alle emergenze. La Francia ha ampliato l'impiego di droni e intelligenza artificiale (IA) e ha potenziato la formazione dei vigili del fuoco. La Grecia ha intensificato i sistemi di allerta precoce, limitato l'accesso alle aree boschive, reso obbligatoria la rimozione della vegetazione e ampliato il monitoraggio satellitare supportato da droni e IA.
Il Portogallo ha vietato l'uso di macchinari nelle foreste, il disboscamento con lame metalliche e i fuochi d'artificio durante i periodi ad alto rischio. L'Italia ha attivato il suo piano nazionale per le ondate di calore, ha emesso avvisi di calore regolari e ha intensificato il monitoraggio dei decessi e dei ricoveri ospedalieri di emergenza correlati al caldo.
L'ultima ondata di calore ha dimostrato come l'Europa stia entrando in un'era in cui le condizioni meteorologiche estive estreme arrivano prima, durano più a lungo e diventano sempre più difficili da gestire. Poiché caldo, siccità e incendi si rafforzano a vicenda, esercitano una pressione crescente sui sistemi sanitari, sulle infrastrutture critiche e sui servizi di emergenza, rappresentando una sfida sempre maggiore per i governi di tutta Europa.
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