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Carenza di condizionatori in Europa mette in luce il potenziale commerciale tra Cina e UE (2)
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| Persone trovano sollievo accanto a ventilatori nebulizzatori all'aperto durante un'ondata di caldo a Roma. (26 giugno 2026 - Xinhua/Li Jing) |
Mentre ondate di calore senza precedenti investono l'Europa quest'estate, causando decessi e gravi disagi, un elettrodomestico un tempo di nicchia è diventato una necessità vitale per milioni di persone: il condizionatore d'aria.
In un continente dove solo il 20% delle famiglie dispone di sistemi di climatizzazione, la corsa all'acquisto di condizionatori ha svuotato gli scaffali dei negozi e fatto impennare i prezzi degli apparecchi usati. Tuttavia, è passata inosservata una lezione fondamentale emersa da questa carenza di forniture: la pragmatica cooperazione commerciale tra Cina ed Europa non rappresenta un "rischio" da mitigare, bensì un'ancora di salvezza per le famiglie europee alle prese con shock climatici sempre più intensi.
Ostacolata da vincoli architettonici, costi di installazione proibitivi e una pianificazione industriale basata su un clima storicamente mite, l'offerta locale non riesce a soddisfare la crescente domanda di soluzioni di climatizzazione economiche, facili da installare ed efficienti dal punto di vista energetico.
In questo contesto, produttori cinesi come Midea e Haier hanno registrato quest'anno una forte crescita delle esportazioni di condizionatori verso l'Europa. Modelli come il PortaSplit di Midea hanno riscosso un enorme successo proprio perché rispondono alle esigenze più sentite dai consumatori europei.
Grazie alla combinazione tra le competenze ingegneristiche del centro di ricerca e sviluppo Midea a Stoccarda (Germania), il design curato dal centro europeo di Milano e le avanzate capacità produttive della provincia cinese del Guangdong, il modello PortaSplit è stato realizzato su misura per il mercato europeo. Non richiede fori nelle pareti ed è efficiente dal punto di vista energetico. Poiché il modello è andato esaurito in diversi Paesi europei, è stato persino creato un sito web dedicato per consentire ai consumatori locali di monitorare i rifornimenti del prodotto.
Il fiorente commercio di apparecchiature di climatizzazione rappresenta ben più di un fenomeno commerciale passeggero. È una chiara dimostrazione della natura reciprocamente vantaggiosa e complementare della cooperazione economica e commerciale tra Cina e UE, un aspetto a lungo oscurato, in certi ambienti politici europei, da dibattiti limitati ai soli deficit commerciali.
Il commercio non si riduce mai a una mera questione di statistiche o di competizione industriale; il suo valore fondamentale risiede nella capacità di migliorare il benessere dei cittadini. Il fatto che i consumatori europei scelgano con le proprie decisioni d'acquisto i prodotti di climatizzazione, i veicoli a nuova energia e un'ampia gamma di beni di alta qualità cinesi a prezzi accessibili dimostra che gli scambi commerciali tra Cina e UE portano benefici concreti alle famiglie europee, anziché rappresentare una cosiddetta "minaccia".
L'impennata della domanda di condizionatori ha aperto vasti spazi per una cooperazione complementare, piuttosto che per una competizione a somma zero. La Cina dispone della filiera produttiva più completa al mondo e di una rapida capacità di innovazione, mentre l'Europa vanta standard ambientali all'avanguardia e competenze consolidate nella definizione di politiche climatiche. Si prevede che una cooperazione bilaterale più approfondita porterà a una gamma più ampia di prodotti innovativi su misura per la domanda del mercato europeo, sosterrà l'UE nel raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica e creerà posti di lavoro di qualità per entrambe le parti.
Questa sinergia ha già offerto un prezioso sollievo dall'afa opprimente durante le ondate di calore, e resta un enorme potenziale inespresso per entrambe le parti in settori quali le tecnologie verdi, l'adattamento climatico e l'economia digitale.
Mentre il cambiamento climatico si configura come una sfida comune sempre più urgente per l'intera umanità, il disaccoppiamento e il protezionismo finirebbero solo per penalizzare i consumatori comuni di entrambe le aree. Relazioni commerciali stabili e aperte tra Cina e UE possono fungere da cuscinetto contro gli shock esterni, migliorare la qualità della vita delle popolazioni di entrambe le regioni e consentire alle due parti di affrontare congiuntamente ulteriori sfide.
In quest'ottica, il commercio e la cooperazione tra Cina e UE vanno ben oltre i semplici volumi di scambio. Rafforzano la resilienza e il tenore di vita delle famiglie, mettendo le persone in condizione di mantenere una buona qualità della vita di fronte alle avversità naturali e di condividere i benefici dello sviluppo tecnologico, della collaborazione industriale e della globalizzazione.
Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sui dati della bilancia commerciale, le due parti possono stimolare una crescita solida della cooperazione bilaterale adottando un approccio incentrato sulle persone. Sono proprio questi benefici concreti e quotidiani, spesso meno appariscenti, a generare un valore reale per le famiglie, gettando al contempo solide basi affinché entrambe le parti possano costruire un futuro condiviso più verde e resiliente.
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