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FMI riduce le previsioni di crescita globale per il 2026 a causa dei rischi in Medio Oriente
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| Sede del Fondo Monetario Internazionale (FMI) a Washington, D.C., Stati Uniti. (8 luglio 2026 - Xinhua/Li Rui) |
Mercoledì 8 luglio il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto un rallentamento della crescita globale al 3,0% nel 2026, seguito da una ripresa al 3,4% nel 2027.
Si tratta di un dato inferiore alla media di crescita del 3,5% del 2025 e leggermente inferiore alla stima del 3,1% contenuta nel rapporto World Economic Outlook di aprile. Il lieve rallentamento riflette gli effetti del conflitto in Medio Oriente, parzialmente compensati dall'accelerazione della domanda nel ciclo tecnologico globale, trainata dai progressi dell'intelligenza artificiale e dalla sua diffusione, secondo quanto indicato nel rapporto di luglio.
Sulla base delle previsioni che indicano prezzi dell'energia più elevati, politiche monetarie meno espansive e una marcata incertezza politica e geopolitica fino al 2027, si prevede che l'inflazione globale salirà dal 4,1% del 2025 al 4,7% del 2026, per poi scendere al 3,9% nel 2027; si tratta di una stima leggermente superiore a quella di aprile, ha affermato l'FMI.
È previsto inoltre un netto rallentamento della crescita del volume del commercio mondiale, che passerà dal 5,0% del 2025 al 3,5% del 2026, per poi risalire al 4,3% nel 2027.
Il rapporto stima una crescita economica delle economie avanzate pari all'1,7% nel 2026 e all'1,8% nel 2027. Nello specifico, la crescita negli Stati Uniti è prevista al 2,3% nel 2026 e al 2,2% nel 2027, sostanzialmente invariata rispetto ad aprile; per l'area dell'euro si prevede una crescita dello 0,9% nel 2026 e dell'1,2% nel 2027 (con la previsione per il 2026 inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto al rapporto di aprile); infine, la crescita della Gran Bretagna dovrebbe scendere all'1,0% nel 2026 per poi risalire all'1,3% nel 2027, man mano che gli effetti dello shock energetico andranno scemando.
Secondo il rapporto, la crescita nelle economie di mercato emergenti e in via di sviluppo dovrebbe rallentare al 3,8% nel 2026, per poi risalire al 4,5% nel 2027.
Per la Cina si prevede una crescita del 4,6% nel 2026, un dato superiore di 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di aprile, rendendola una delle poche grandi economie a beneficiare di una revisione al rialzo.
In Medio Oriente e Asia centrale, la crescita dovrebbe subire un brusco calo allo 0,7% nel 2026, per poi rimbalzare al 6,5% nel 2027; si tratta di una revisione al ribasso di 1,2 punti percentuali per il 2026 e di una revisione al rialzo di 1,9 punti percentuali per il 2027.
Secondo l'FMI, i rischi per le prospettive economiche rimangono orientati al ribasso, a causa della concreta possibilità di una recrudescenza del conflitto in Medio Oriente e del rischio di un'accelerazione della frammentazione commerciale. Un'eventuale correzione delle aspettative legate al settore tecnologico aggraverebbe ulteriormente tali rischi.
Le priorità politiche consistono nel ripristino della stabilità dei prezzi, sostenuto dall'indipendenza delle banche centrali e da una solida vigilanza finanziaria; il FMI ha inoltre sollecitato l'adozione di riforme strutturali volte a promuovere la sicurezza energetica, la preparazione all'intelligenza artificiale e il riequilibrio interno.
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