La Cina rilascia una dichiarazione in merito alla strumentalizzazione da parte di alcuni Paesi del cosiddetto "Lodo arbitrale sul Mar Cinese Meridionale"

(Quotidiano del Popolo Online)lunedì 13 luglio 2026

Domenica 12 luglio il Ministero degli Esteri cinese ha rilasciato una dichiarazione in merito alla strumentalizzazione da parte di alcuni Paesi del cosiddetto "Lodo arbitrale sul Mar Cinese Meridionale" a dieci anni dalla sua emanazione.

Di seguito il testo integrale della dichiarazione:

Dichiarazione del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese sulla strumentalizzazione del "Lodo arbitrale sul Mar Cinese Meridionale" da parte di alcuni Paesi a 10 anni dalla sua emanazione

In risposta alla dichiarazione congiunta rilasciata dai governi di Stati Uniti d'America, Repubblica delle Filippine, Australia, Canada, Estonia, Germania, Italia, Giappone, Lettonia, Lituania, Nuova Zelanda, Romania, Slovenia e Regno Unito in merito al cosiddetto "Lodo arbitrale sul Mar Cinese Meridionale" il 12 luglio 2026, a dieci anni dalla sua emanazione, il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese dichiara solennemente quanto segue:

1. La Cina detiene la sovranità su Nanhai Zhudao (le Isole del Mar Cinese Meridionale), costituite da Dongsha Qundao (Isole Dongsha), Xisha Qundao (Isole Xisha), Zhongsha Qundao (Isole Zhongsha) e Nansha Qundao (Isole Nansha); sulla base di Nanhai Zhudao, la Cina possiede acque interne, mare territoriale, zona contigua, zona economica esclusiva e piattaforma continentale; la Cina detiene diritti storici nel Mar Cinese Meridionale. La sovranità della Cina su Nanhai Zhudao e i relativi diritti e interessi nel Mar Cinese Meridionale si sono consolidati nel corso di una lunga storia. Già nel 200 a.C., durante la dinastia Han occidentale, il popolo cinese navigava nel Mar Cinese Meridionale e, attraverso una pratica di lunga data, scoprì Nanhai Zhudao. La Cina è stata la prima a esercitare in modo continuo, pacifico ed efficace la sovranità e la giurisdizione su Nanhai Zhudao e sulle relative acque. Nanhai Zhudao è da tempo ampiamente riconosciuto dalla comunità internazionale come parte del territorio cinese.

2. Il Mar Cinese Meridionale è una delle rotte marittime più sicure al mondo. La libertà di navigazione e di sorvolo nell'area non ha mai rappresentato un problema. La Cina difende con fermezza la propria sovranità territoriale nonché i propri diritti e interessi marittimi nel Mar Cinese Meridionale, rimanendo saldamente impegnata a preservare la pace e la stabilità nella regione. In risposta alle violazioni e alle provocazioni messe in atto da alcuni Paesi, la Cina ha adottato misure risolute a tutela dei propri diritti e interessi: misure ragionevoli, legittime, professionali e improntate alla moderazione. Gli Stati Uniti e altri Paesi esterni all'area hanno costantemente rafforzato la propria presenza militare nel Mar Cinese Meridionale, esercitando pressioni e alimentando le tensioni. Tali atti di militarizzazione e coercizione costituiscono la sfida principale per l'attuale situazione nella regione.

3. Le questioni relative ai territori terrestri non rientrano nell'ambito di applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS). In virtù della dichiarazione di eccezione facoltativa formulata dalla Cina nel 2006 ai sensi dell'articolo 298 della Convenzione, le controversie sulla delimitazione marittima sono state escluse dalle procedure obbligatorie di risoluzione delle controversie previste dall'UNCLOS. La Cina non accetta alcuna soluzione imposta in merito alle questioni territoriali e alle controversie sulla delimitazione marittima. Il Paese continuerà a sostenere i principi fondamentali del diritto internazionale e le norme basilari delle relazioni internazionali sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, tra cui il rispetto della sovranità statale e dell'integrità territoriale, nonché il principio della risoluzione pacifica delle controversie. La Cina resta impegnata a risolvere le controversie in questione attraverso negoziati e consultazioni con i Paesi direttamente interessati, nel rispetto dei fatti storici e in conformità con il diritto internazionale, al fine di mantenere la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale.

4. La posizione della Cina in merito all'"arbitrato sul Mar Cinese Meridionale" è stata chiara, coerente e ferma. Tale "arbitrato" viola principi fondamentali del diritto internazionale, inclusi il consenso dello Stato e il principio pacta sunt servanda, contravviene alla stessa UNCLOS e, aspetto ancora più importante, è in contrasto con i fatti fondamentali relativi al Mar Cinese Meridionale. Il cosiddetto "lodo" non è altro che un pezzo di carta privo di valore, illegale, nullo e senza alcuna forza vincolante. La Cina non accetta né riconosce il "lodo", e si oppone a qualsiasi pretesa o azione basata su di esso, rifiutandole categoricamente. La sovranità territoriale della Cina, così come i suoi diritti e interessi marittimi nel Mar Cinese Meridionale, non saranno in alcun modo pregiudicati dal "lodo".

5. Negli ultimi dieci anni, il "lodo" non solo non è riuscito a risolvere le questioni marittime tra Cina e Filippine, ma è diventato invece uno strumento utilizzato dalle Filippine per espandere le proprie rivendicazioni territoriali e marittime, ha esacerbato le tensioni nella regione e ha fornito un pretesto a forze esterne per intervenire e destabilizzare l'area del Mar Cinese Meridionale. Esso è divenuto un ostacolo per le relazioni sino-filippine e per la pace e la stabilità nella regione. Se il "lodo" dovesse essere assunto come parametro di riferimento, a molte isole e barriere scogliere a diversi Paesi verrebbe negato il fondamento giuridico per rivendicare diritti e interessi marittimi. Ci si può chiedere: i Paesi che sostengono il "lodo" hanno forse rinunciato volontariamente ai diritti e agli interessi marittimi derivanti dalle proprie isole e scogliere? Il continuo insistere di alcuni Paesi su questo "lodo" illegale è incompatibile con la tendenza alla pace e alla stabilità nella regione e contrasta con le aspirazioni di sviluppo e prosperità dei Paesi e delle popolazioni dell'area. Tali tentativi sono destinati al fallimento. La Cina esorta i Paesi interessati a rispettare concretamente la sovranità territoriale cinese e i diritti e interessi marittimi della Cina nel Mar Cinese Meridionale, a smettere di alimentare controversie sulla questione e a cessare di minare la pace e la stabilità nella regione.

(Web editor: Feng Yuxin, Zhao Jian)

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