Eventi meteorologici estremi evidenziano la necessità di una più profonda cooperazione tra Cina e UE sul clima

(CRI Online)lunedì 13 luglio 2026

Quest'anno l'Europa occidentale ha registrato il mese di giugno più caldo di sempre: il caldo torrido ha causato vittime, interruzioni delle forniture elettriche e un aumento della domanda di sistemi di raffrescamento in tutta la regione, evidenziando l'urgenza per l'Europa di adattarsi a un clima in mutamento, caratterizzato da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e gravi.

Poiché il cambiamento climatico rappresenta una sfida di portata sempre più globale, gli esperti ritengono che una più profonda cooperazione tra Cina e UE in materia di azione climatica e transizione ecologica sarà fondamentale per far progredire la governance globale del clima.

In diverse aree dell'Europa le temperature hanno recentemente superato i 40 gradi Celsius, mentre le autorità sanitarie hanno segnalato un netto aumento dei decessi legati al caldo durante i periodi più torridi. Anche i condizionatori di produzione cinese hanno registrato una forte crescita delle vendite su diversi mercati europei, riflettendo la crescente domanda di soluzioni per l'adattamento climatico a fronte di ondate di calore sempre più frequenti.

Secondo gli scienziati, l'ultima ondata di calore è stata alimentata in parte da un sistema di alta pressione persistente noto come "cupola di calore" (heat dome), mentre il cambiamento climatico sta rendendo tali eventi meteorologici estremi più frequenti e intensi. Nel frattempo, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha avvertito che il rafforzamento del fenomeno El Niño dovrebbe aumentare la probabilità di ondate di calore, siccità, forti precipitazioni e altri eventi meteorologici estremi in molte parti del mondo nei prossimi mesi.

"Il crescente impatto degli eventi meteorologici estremi lancia un messaggio inequivocabile: quando si verifica un disastro, i confini nazionali non offrono alcuna protezione", ha affermato Wang Lei, docente presso la Scuola di Governo della Beijing Normal University. Con l'intensificarsi dei rischi climatici, la cooperazione tra la Cina, il più grande Paese in via di sviluppo al mondo, e l'UE, il più vasto blocco di economie sviluppate, assume una rilevanza globale.

Wang ha osservato che, in un contesto segnato dal ritiro degli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi, dalle tensioni sugli impegni climatici multilaterali e dalle crescenti divergenze tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo, la Cina e l'UE svolgono un ruolo sempre più importante come forze stabilizzatrici nella governance climatica globale, rendendo essenziale un'azione più incisiva per il clima.

La cooperazione sul clima rappresenta da tempo un pilastro delle relazioni tra Cina e UE. Nel 2025, i leader cinesi ed europei hanno ribadito il proprio impegno a favore dell'azione climatica globale, sottolineando come le due parti dispongano di solide basi per la cooperazione e di ampie potenzialità di collaborazione nell'ambito della transizione verde.

Nicholas Stern, presidente del Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment presso la London School of Economics, ha sostenuto che Cina e UE dovrebbero unire le forze per assumere una leadership nella governance climatica globale, promuovendo anche contesti, sia interni che internazionali, favorevoli agli investimenti nella transizione verso economie a zero emissioni nette e resilienti al clima.

Ha inoltre sottolineato la necessità di potenziare la capacità di finanziamento delle banche multilaterali di sviluppo, affinché le economie in via di sviluppo possano cogliere le significative opportunità di investimento offerte dalla transizione verde.

"Promuovere ulteriormente il partenariato verde tra Cina e UE risponde agli interessi delle popolazioni di entrambe le parti, offrendo al contempo una rinnovata speranza per lo sviluppo sostenibile globale", ha affermato Zhang Haibin, vicedirettore dell'Istituto per la Neutralità Carbonica della Peking University.

Dato il fermo impegno dei leader cinesi ed europei a rafforzare la cooperazione sul clima, il prossimo passo consiste nell'eliminare le barriere politiche e tecnologiche e nel trasformare l'ampio consenso in progetti concreti, ha aggiunto Zhang.

La Cina e l'UE perseguono uno sviluppo a basse emissioni di carbonio attraverso approcci differenti, ha osservato Hu Bin, professore associato presso l'Istituto per il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile della Tsinghua University, citando gli sforzi cinesi volti ad armonizzare gli obiettivi climatici con la crescita economica, il progresso tecnologico e la sicurezza energetica.

L'UE, dal canto suo, ha portato avanti la propria transizione verde facendo leva sulla tariffazione del carbonio, sulle normative e sui sistemi di standardizzazione, ha rilevato l'esperto.

"Cina ed Europa sono profondamente interdipendenti", ha affermato Hu, sottolineando l'emergere di nuove opportunità in ambiti quali gli standard per le basse emissioni di carbonio, l'energia da idrogeno e lo stoccaggio dell'energia.

(Web editor: Wu Shimin, Zhao Jian)

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