USA ripristineranno blocco marittimo contro Iran, che ribadisce che non cederà sulla questione dello Stretto di Hormuz

(CRI Online)mercoledì 15 luglio 2026

Il 13 luglio, le forze armate statunitensi hanno annunciato di aver sferrato un attacco contro l'Iran per la "terza notte consecutiva" e che il 14 luglio, ora della costa orientale degli Stati Uniti, ripristineranno il blocco marittimo contro di esso. Da parte sua, l'Iran ha affermato che la responsabilità diretta della recente escalation della tensione nello Stretto di Hormuz ricade sugli Stati Uniti e ha sferrato attacchi di rappresaglia contro le basi militari statunitensi nella regione mediorientale.

Secondo quanto riferito dalle fonti statunitensi il 13 luglio, il Presidente USA, Donald Trump, ha formalmente notificato al Congresso la ripresa delle ostilità contro l'Iran. Lo stesso giorno, Trump ha confermato sui social media che gli Stati Uniti ripristineranno il blocco marittimo contro l'Iran e applicheranno una tassa del 20% su tutte le merci trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz.

In risposta alle dichiarazioni di Trump, il 14 luglio il Ministro degli Esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi, ha pubblicato un post sui social in cui afferma: "Il Presidente degli Stati Uniti ha ragione: chi garantisce la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz ha il diritto di riscuotere questa tassa di servizio. L'Iran è sempre stato il custode dello Stretto e lo sarà anche in futuro. Tuttavia, il 20% è davvero troppo alto; noi saremo equi”.

Il 14 luglio, ora locale, il portavoce delle forze armate iraniane ha affermato che non accetteranno nessuna concessione sulla questione dello Stretto di Hormuz. L'unico modo per riaprirlo è il rispetto dei diritti del popolo iraniano e l'osservanza da parte degli Stati Uniti dei termini dell'accordo di cessate il fuoco tra le due parti.

(Web editor: Wu Shimin, Renato Lu)

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