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77° anniversario della Marina cinese, cresce il suo ruolo nella salvaguardia della pace
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| Open day della Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione a Dongying, nella provincia dello Shandong, Cina orientale. (21 aprile 2026 - Wang Guangjie/Xinhua) |
Giovedì 23 aprile la Cina ha celebrato il 77° anniversario della fondazione della Marina, la cui crescente potenza è divenuta un'importante forza per la stabilità regionale e globale.
Nell'ambito di tali celebrazioni, la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (EPL) ha aperto al pubblico le proprie basi navali in oltre 10 città, esponendo decine di unità navali in servizio attivo, secondo quanto riferito dalla stessa Marina.
La rassegna comprende cacciatorpediniere lanciamissili, fregate e navi da sbarco anfibie, oltre a unità di supporto quali navi rifornitrici e navi ospedale. Molte di queste unità hanno preso parte a missioni che includono operazioni di scorta nel Golfo di Aden, visite ufficiali all'estero ed esercitazioni congiunte.
Per celebrare l'occasione, la Marina ha inoltre diffuso un cortometraggio intitolato "Into the Deep", che mostra un gruppo portaerei operare al fianco di altre forze navali, supportato da velivoli imbarcati e sistemi missilistici costieri in una serie di attacchi di precisione coordinati.
L'impegno della Cina nello sviluppo di una marina militare efficiente è strettamente legato sia alla sua geografia che alla sua storia. Con oltre 18.000 chilometri di coste e un vasto dominio marittimo, il Paese ha posto un'enfasi crescente sulla salvaguardia delle proprie acque, una priorità plasmata in parte da oltre 470 incursioni navali straniere avvenute tra il 1840 e il 1949.
Fondata nel 1949, lo stesso anno della nascita della Repubblica Popolare Cinese, la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione si è evoluta in una moderna forza armata strategica, dotata di una gamma completa di specialità navali e di capacità sia convenzionali che nucleari.
In poco più di un decennio, la Marina ha realizzato un trio di portaerei. La prima, la Liaoning, nave di fabbricazione sovietica rimodernata, è entrata in servizio nel 2012, seguita nel 2019 dalla Shandong, la prima portaerei cinese interamente costruita in patria.
La terza unità, la Fujian, equipaggiata con catapulte elettromagnetiche, è stata commissionata nel novembre 2025 e rappresenta attualmente la nave più grande della flotta attiva della Marina in termini di dislocamento. Sono in corso i lavori per la costituzione della sua componente aerea imbarcata, che comprenderà caccia, velivoli per l'allerta precoce ed elicotteri specificamente progettati per le operazioni su portaerei.
Oltre al programma relativo alle portaerei, la Marina ha integrato nella propria flotta nuovi sottomarini nucleari strategici, cacciatorpediniere di classe 10.000 tonnellate, navi d'assalto anfibio e navi di rifornimento integrate, a sostegno delle operazioni marittime e della sicurezza nazionale.
Questo rapido ritmo di modernizzazione è risultato evidente anche al pubblico. A bordo di una nave da guerra, Wang Zhifang, un veterano di 97 anni che indossava l'uniforme militare d'epoca risalente ai tempi del suo servizio, ha ricordato di aver combattuto disponendo unicamente di fucili.
"Ora le armi sono automatizzate e le forze armate operano con un livello di automazione decisamente superiore", ha affermato il veterano, esprimendo ammirazione per la trasformazione della Marina.
Un altro visitatore, un giovane appassionato del mondo militare, ha osservato che la Marina ha compiuto un salto di qualità nell'ultimo decennio. Ha ricordato che, quando frequentava le scuole medie, acquistava ogni mese riviste specializzate in ambito militare, la maggior parte delle quali incentrata su equipaggiamenti stranieri. "A quei tempi, continuavo a chiedermi quando avrei visto delle portaerei cinesi", ha raccontato. "Ora quel giorno è finalmente arrivato".
Per Lin Yi-chen, una giovane donna di Taiwan che ha partecipato all'evento "open day" della Marina, salire a bordo di una nave da guerra per la prima volta è stata un'esperienza inedita; un'esperienza che, a suo dire, le ha offerto una prospettiva diversa. La giovane ha espresso il desiderio di condividere tale esperienza con un numero ancora maggiore di giovani a Taiwan.
Le crescenti capacità della Marina cinese sono state impiegate con frequenza sempre maggiore nell'ambito di missioni internazionali, spaziando dalle operazioni di scorta alle iniziative di assistenza umanitaria.
Dal 2008, la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione ha inviato decine di flotte nel Golfo di Aden e nelle acque antistanti la Somalia per missioni di scorta volte a proteggere le rotte internazionali, scortando oltre 7.000 navi cinesi e straniere.
Oltre alle missioni di scorta, la Marina ha ampliato le proprie operazioni mediche all'estero. La nave ospedale Peace Ark ha prestato cure a più di 370.000 persone in tutto il mondo da quando è entrata in servizio, mentre un'unità più recente, la Silk Road Ark, ha esteso tali iniziative a partire dal 2025 a Paesi quali Figi, Tonga e Giamaica.
La Marina è inoltre diventata un attore abituale nella risposta alle crisi internazionali, prendendo parte alle evacuazioni dalla Libia e dallo Yemen, alle operazioni di soccorso in caso di calamità nelle Filippine e alle consegne d'emergenza di acqua alle Maldive durante una carenza idrica locale.
"Tali iniziative riflettono il ruolo sempre più autorevole della Cina negli affari globali e regionali, contribuendo a posizionare la Marina cinese come forza stabilizzatrice a servizio della pace in tutto il mondo", ha affermato Teng Jianqun, esperto di affari internazionali.
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