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La Cina annuncia le 10 più grandi scoperte archeologiche del 2025
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| Conferenza stampa di annuncio della lista delle 10 principali scoperte archeologiche della Cina del 2025, a Beijing, capitale della Cina. (29 aprile 2026 - Xinhua/Li He) |
Mercoledì 29 aprile la Cina ha annunciato la sua lista del 2025 delle 10 più grandi scoperte archeologiche, con ritrovamenti che spaziano dalle foreste dei monti Changbai, nel nord-est, alle pendici dei monti Helan, nel nord-ovest, offrendo nuove prospettive su capitoli fondamentali della civiltà cinese, lunga ben 5.000 anni.
Questa lista annuale, pubblicata dall'Amministrazione Nazionale per il Patrimonio Culturale, è ampiamente considerata come uno dei riconoscimenti più autorevoli del Paese in ambito archeologico. Essa mette in luce scoperte rivoluzionarie che contribuiscono a risolvere annose questioni storiche, spaziando dalle attività umane preistoriche e l'urbanizzazione neolitica fino all'arte di governo e all'artigianato dell'epoca imperiale.
Siti paleolitici nel nord-est
Tra le scoperte più rilevanti figura un gruppo di siti paleolitici situati sui monti Changbai, nella provincia del Jilin, nel nord-est della Cina. Estendendosi su un'area di oltre 100.000 chilometri quadrati, il progetto ha portato all'identificazione di oltre 1.000 nuovi siti contenenti resti di utensili in pietra. Gli archeologi hanno affermato che i ritrovamenti, in particolare la peculiare industria litica basata sull'ossidiana, documentano l'evoluzione tecnologica e l'adattamento umano in un arco temporale compreso approssimativamente tra 220.000 e 13.000 anni fa.
Si prevede che tale scoperta ridefinirà la comprensione accademica delle attività umane preistoriche nell'Asia nord-orientale, fornendo prove cruciali sugli scambi culturali interregionali all'interno dell'area e sulle antiche radici della civiltà cinese.
Pianificazione urbana di 5.000 anni fa
Più a ovest, il sito di Nanzuo, situato nella provincia del Gansu, Cina nord-occidentale, è stato riconosciuto come un esempio emblematico della tarda Cultura Yangshao. Il sito, che si estende su una superficie di circa 6 milioni di metri quadrati, presenta al suo centro un vasto complesso in terra battuta e una struttura insediativa a più livelli.
Secondo i ricercatori, il sito fornisce la prova che il tradizionale sistema cinese di pianificazione urbana, basato su un modello ad asse centrale, risalga a circa 5.000 anni fa.
I risultati degli studi suggeriscono una precoce comparsa della pianificazione urbana e dell'autorità politica regionale sull'Altopiano del Loess. Manufatti quali ceramiche dipinte, turchesi e materiali laterizi primitivi testimoniano un'avanzata maestria artigianale, una stratificazione sociale e scambi a lunga distanza con altre regioni situate lungo i fiumi Yangtze e Giallo.
Sito delle ispezioni del primo imperatore
Nella Cina orientale, gli scavi condotti presso il sito della Terrazza di Langya, nella provincia dello Shandong, hanno fornito la prima solida conferma archeologica delle fonti storiche che descrivono i viaggi di ispezione nelle regioni orientali compiuti da Qin Shi Huang, il primo imperatore della Cina.
Questo sito costiero, circondato dal mare su tre lati, è ritenuto il più antico e vasto progetto edilizio di rilevanza statale dell'Impero Qin finora scoperto nella regione orientale del Paese.
Secondo gli studiosi, il sito illustra le modalità con cui la dinastia Qin e, successivamente, la dinastia Han, esercitavano la propria autorità politica ed espandevano la propria consapevolezza marittima, offrendo nuovi spunti di riflessione sulle strategie di governo adottate durante la fase di formazione dell'impero unificato.
Fornace reale di una dinastia di minoranza etnica
Nella Regione Autonoma Hui del Ningxia, nel nord-ovest della Cina, il sito della fornace di Suyukou, situato nei pressi dei monti Helan, è stato identificato come una fornace ufficiale al servizio della famiglia reale dei Xia Occidentali (1038-1227), un regime regionale governato da una minoranza etnica. Il sito, che rappresenta il più vasto e meglio conservato complesso di fornaci per la produzione di porcellana bianca fine mai scoperto nella regione, produceva ceramiche che presentano una stretta corrispondenza con quelle rinvenute nelle tombe reali e nei palazzi degli Xia Occidentali.
Secondo gli archeologi, la fornace rimase operativa dai primi anni del periodo degli Xia Occidentali (attorno al 1080) fino a poco prima della caduta del regime, avvenuta nel 1227, fornendo una rara testimonianza materiale della produzione controllata dallo Stato sotto un regime guidato da una minoranza etnica. Questa scoperta colma una lacuna fondamentale nello studio della storia della ceramica cinese e illustra la transizione della società degli Xia Occidentali: dalle tradizioni nomadi a una cultura più complessa, fondata sull'agricoltura e sull'artigianato.
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